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Cesare Battisti, vuole far valere gli accordi per l’estradizione per ottenere lo sconto di pena

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La pena comminata a Cesare Battisti potrebbe scendere a 20 anni di reclusione grazie agli accordi di estradizione stipulati tra Italia e Brasile e il consequenziale ricalcolo della pena

La Corte d’Assise d’appello di Milano si riunirà il 17 Maggio prossimo, quindi tra quattro giorni, per deliberare sulle sorti di Cesare Battisti, arrestato in Bolivia il 12 Gennaio del 2019. I legali dell’ex terrorista, a cui vengono imputati quattro omicidi, hanno chiesto che la pena comminata al loro assistito sia rivista e ricalcolata in base agli accordi per l’estradizione presi tra Italia e Brasile. L’ex Ministro Orlando aveva, infatti, promesso che Battisti sarebbe stato condannato al massimo a 30 anni e non all’ergastolo. La pena potrebbe ulteriormente scendere e attestarsi sui 20 anni di reclusione.

Cesare Battisti vuole lo sconto di pena, la Corte d’Assise d’appello di Milano si riunirà a breve

Davide Steccanella, il legale di Cesare Battisti, ha scritto una memoria difensiva in vista della deliberazione che la Corte d’Assise d’appello di Milano farà sul suo assistito il prossimo 17 Maggio. L’ex terrorista, arrestato in Bolivia dopo un lungo tira e molla con il Brasile che gli aveva concesso l’asilo politico, è stato condannato a due ergastoli per i quattro omicidi commessi tra il 1978 e il 1979. Con la memoria che l’avvocato di Battisti ha redatto è stata depositata agli atti anche la lettera originale in cui si conferma che Andrea Orlando, ex Ministro della Giustizia, nel 2017 aveva accettato le clausole imposte dal Brasile per la concessione dell’estradizione.

Cesare Battisti vuole lo sconto di pena, gli accordi Italia-Basile per l’estradizione dell’ex terrorista

Cosa c’è scritto in questo documento? L’ex Ministro Orlando ha dichiarato “di accettare le condizioni indicate dalle Autorità brasiliane, garantendo che il tempo massimo di esecuzione della pena inflitta non supererà nella sua effettività 30 anni di reclusione, e che il periodo di detenzione sofferto dall’ estradato in Brasile ai fini della procedura di estradizione sarà computato nella pena da eseguire in Italia”. Quindi, in sostanza, secondo questi accordi Battisti chiede il ricalcolo della pena da scontare in base ai periodi di detenzione già scontati e in base alla promessa– 30 anni di reclusione e non l’ergastolo- fatta due anni fa dall’allora Ministro della Giustizia italiano.

Cesare Battisti vuole lo sconto di pena, come cambierebbe la pena per l’imputato

Tenendo conto dei 3 anni di indulto che l’Italia ha concesso nel 2006, di un anno, 9 mesi e 15 giorni di reclusione già scontati in Italia dal Battisti, di 3 mesi e 28 giorni di reclusione trascorsi in una prigione francese, di 4 anni, 2 mesi e 23 giorni di pena scontata in Brasile per fini estradizionali, il calcolo è presto fatto. Alla pena dei 30 anni prevista dagli accordi per l’estradizione vanno sottratti 9 anni, 4 mesi e 6 giorni, arrivando così alla pena residua (cioè ancora da scontare) di 20 anni, 7 mesi e 24 giorni. Da risolvere, comunque, la questione dell’arresto di Cesare Battisti, avvenuto in Bolivia ma con un provvedimento di espulsione che secondo il suo legale non ha rispettato le regole previste dalla normativa di quel Paese.

(Fonte: Corriere della Sera.it)

Maria Mento

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