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Matteo Salvini come Benito Mussolini, a Palermo insegnante sospesa dopo la proiezione di un video

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Un video che paragona Matteo Salvini a Benito Mussolini è costato la sospensione a un’insegnante che esercita la sua professione presso un Istituto tecnico di Palermo

Un video che è stato proiettato all’Istituto Tecnico industriale “Vittorio Emanuele III” di Palermo lo scorso 27 Gennaio, in occasione della Giornata della Memoria, è costato a un’insegnante 15 giorni di sospensione e il dimezzamento dello stipendio. Il video, preparato dagli studenti per la celebrazione di quella specifica ricorrenza, ha portato all’accostamento della figura di Matteo Salvini con quella di Benito Mussolini. Il decreto sicurezza voluto dal Ministro dell’Interno, in sostanza, paragonato alle leggi razziali promulgate dal Duce nel 1938. L’insegnante ha pagato con la sospensione il fatto di non aver vigilato a sufficienza sull’operato dei suoi alunni.

Matteo Salvini paragonato a Benito Mussolini in un video, docente sospesa dal suo incarico a Palermo

La sospensione comminata alla professoressa Rosa Maria Dell’Aria è iniziata a decorrere da sabato scorso. La docente non potrà svolgere il suo ruolo per due settimane e per questo lasso di tempo percepirà, inoltre, una paga dimezzata. Il motivo di questa sospensione è da ricercare in una videoproiezione che è andata in scena all’Istituto Tecnico Industriale “Vittorio Emanuele III” di Palermo lo scorso 27 Gennaio. Tema: la Giornata della Memoria. Svolgimento: Matteo alvini come Benito Mussolini. Gli studenti hanno realizzato un paragone tra le leggi razziali del ’38 e il decreto sicurezza approvato da poco dal Governo. A pagarne le conseguenze l’insegnante d’italiano. L’Ufficio scolastico provinciale ha quindi comminato questa sospensione alla docente, colpevole di non aver controllato a dovere gli studenti durante lo svolgimento del compito loro assegnato. Come riportato da La Repubblica, a difesa dell’insegnante sono intervenuti gli avvocati Alessandro Luna (il figlio) e Fabrizio La Rosa. La linea difensiva si basa sul principio che non si possa censurare la libertà di espressione dei ragazzi.

Matteo Salvini paragonato a Benito Mussolini in un video: “Non si può censurare la libertà di espressione degli alunni”

Ecco cos’ha dichiarato Alessandro Luna: “La docente è amareggiata. Le si contesta il mancato controllo su alcuni accostamenti ritenuti offensivi e che rappresentano una visione distorta della storia e implicitamente la si accusa di aver indotto gli alunni ad agire in questo modo. Ma l’insegnante non può sindacare la libertà di espressione degli alunni e la sua libertà di insegnamento è tutelata dalla Costituzione, purché non oltrepassi il limite del buon costume e non minacci l’ordine pubblico“. I colleghi di Rosa Maria Dell’Aria hanno organizzato una raccolta firme in suo sostegno e sono scesi in campo per difenderla. I controlli dell’Ufficio scolastico provinciale sono arrivati su segnalazione del Ministero, dopo la pubblicazione della vicenda a opera di Claudio Perconte che su Twitter aveva chiamato in causa il Ministro Marco Bussetti. E secondo l’Ufficio scolastico provinciale “(…) la libertà di espressione non è libertà di offendere e l’accostamento delle leggi razziali al decreto sicurezza è una distorsione della realtà (…)”.

Maria Mento

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