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La Sea Watch 3, con 65 migranti a bordo, diffidata ad entrare in acque italiane. Salvini: “Non sono soccorritori ma scafisti”

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Nessuno vuole la Sea Watch 3: dopo aver chiesto un porto ad Italia, Malta e Olanda (bandiera di cui la nave batte bandiera), la nave che ha recuperato in zona SAR libica 65 migranti rimane in mare ed attende indicazioni dal quartiere generale della Ong tedesca.

Giunta all’alba di oggi al limite delle acque territoriali italiane a sud di Lampedusa, la Sea Watch ha trovato ad attenderla due motovedette della Guardia di finanza e della Capitaneria di porto che – seguendo l’ultima direttiva firmata dal ministro dell’Interno Matteo Salvini – hanno diffidato formalmente la nave della Ong ad entrare in acque italiane: secondo la direttiva firmata dal leader della Lega tra i migranti potrebbero esserci anche terroristi e per questo motivo viene loro inibito l’accesso nel mare italiano.

A bordo della nave – tra le 65 persone – due neonati con meno di sei mesi, cinque bambini piccoli, dieci minori e undici donne. Considerando anche la presenza di un disabile (sempre secondo quanto riportato dai principali media nazionali, tra cui Repubblica) sono 36 le persone che potrebbero in qualche modo costituire un pericolo per il nostra Paese (non sarebbe possibile gestire questi eventuali pericoli pubblici evitando un nuovo scontro diplomatico sulla pelle degli esseri umani?).

Intanto, sui social, Salvini s’è così espresso circa la vicenda Sea Watch:

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