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Il boss Messina Denaro può “ricattare parte dello Stato”: l’inquietante rivelazione del magistrato fa tremare le istituzioni

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boss messina denaroLa latitanza di Matteo Messina Denaro sarebbe coperta da terze persone? L’ipotesi del pm del processo sulla presunta trattativa Stato-mafia

Ci sarebbe un ricatto dietro la latitanza del boss di Cosa Nostra Matteo Messina Denaro? L’ipotesi, riportata dal Corriere della Sera, sarebbe legata ai possibili ‘segreti’ di Denaro e che potrebbero far tremare lo Stato. Trattative e ricatti tra mafia e parte delle istituzioni? si, almeno secondo il pm che nel processo sulla presunta trattativa Stato-mafia ha sostenuto l’accusa, il quale ha dichiarato, nel corso di un’intervista ad Andrea Purgatori per il programma ‘Atlantide’, “Messina Denaro è a conoscenza di segreti legati a quelle stragi”, facendo riferimento alla strage di Capaci, in cui morirono, oltre a Falcone, la moglie e gli uomini della scorta. Stragi che, secondo Di Matteo, “sono assolutamente anomale”. Per questo, secondo il pm, un boss della caratura di Matteo Messina Denaro, “ancora in possesso delle sue facoltà mentali, che conosce quei segreti, è potenzialmente in grado di ricattare parte dello Stato”. Per tale motivo è importante mettere fine in tempi rapidi alla “grave” latitanza del boss perchè, prosegue Di Matteo, “non si ingeneri nemmeno il sospetto che questa latitanza sia il frutto della potenzialità di ricatto che quest’uomo è ancora in grado di esercitare”.

Messina Denaro nasconde segreti pericolosi per lo Stato?

Troppi elementi non tornano, secondo il magistrato: “Non si può concepire una latitanza così lunga soltanto come il frutto dell’abilità del fuggiasco. c’è una copertura di esterni alla mafia che ha assicurato e continua ad assicurare questa condizione di latitanza. Quel mafioso non va sottovalutato, lui è certamente conoscitore di segreti legati a una fase stragista di cui è stato fra i principali protagonisti”. Anche il pentito Nino Giuffrè aveva, in precedenza, affrontato questo argomento sottolineando che a suo parere il boss conserverebbe, tra le altre cose, anche “l’archivio di Totò Riina”. Una latitanza, dunque, in merito al quale tante sono, ancora oggi, le ombre.

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