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Amazon “va in carcere”; detenuti romani e torinesi lavoreranno per il colosso di Bezos

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L’intesa è stata annunciata dal direttore del penitenziario delle Vallette di Torino, Domenico Minervini, la quale ha deciso di iniziare una collaborazione col gigante mondiale Amazon, diretto da Jeff Bezos, accordo che inizierà a partire dal 30 maggio di quest’anno. I carcerati lavoreranno in un centro logistico di Amazon in qualità di magazzinieri, addetti alle pulizie e di supporto alla logistica delle spedizioni, permettendogli di potersi reintegrare all’interno della società.

Un processo che verrà testato anche a Roma, nel carcere di Rebibbia, dove i carcerati avranno le stesse mansioni dei loro “colleghi” piemontesi, benchè qui il procedimento si dimostrerà molto più complesso, visto che i detenuti lavoreranno non solo in un centro logistico, bensì in un megastore che verrà aperto proprio dal colosso con sede a Seattle, dove avranno mansioni di quasi ogni genere, ovviamente saranno tenuti sotto controllo costantemente, modo da evitare spiacevoli incidenti e possibili fughe da parte dei più facinorosi.

Questo procedimento non è uno dei primi tentativi compiuti da privati o dallo Stato per cercare di reintegrare le persone detenute in carcere.

Basti ricordare il commovente film intitolato “Cesare deve morire” basato sul Giulio Cesare di William Shakespeare, dove tutti gli attori erano, appunto, carcerati di Rebibbia.

Lorenzo Carbone

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