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CasaPound a Geova, scontri Polizia-manifestanti: ferito un giornalista di Repubblica

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Negli scontri che, durante un comizio di CasaPound, hanno coinvolto Polizia e manifestanti a Genova è rimasto ferito un giornalista. La sua testimonianza

Stefano Origone, giornalista di La Repubblica, è rimasto ferito negli scontri che ieri pomeriggio, a Genova, hanno visto contrapporsi i manifestanti e la Polizia. Il corteo di manifestanti era sceso in piazza per protestare contro un comizio di CasaPound quando la situazione è degenerata. Origone è stato scambiato per un manifestante dagli agenti in tenuta antisommossa ed è stato “caricato”. Il giornalista, difeso da un poliziotto che ha riconosciuto la sua estraneità con i manifestanti e ora ricoverato in ospedale, ha raccontato quei tragici momenti e ha detto “Ho avuto paura di morire”.

Il giornalista Stefano Origone caricato dalla Polizia, è successo a Genova durante un comizio di CasaPound

Dal letto dell’Ospedale Galliera di Genova in cui è attualmente ricoverato, il giornalista Stefano Origone ha raccontato il dramma che ieri l’uomo ha vissuto in prima persona. L’inviato de La Repubblica si trovava a Genova, dove stava avendo luogo un comizio di CasaPound. Dei manifestanti, circa 4 o 5mila, contrari alle posizioni del partito di estrema destra hanno dato vita a un corteo e hanno cercato di forzare le protezioni che i poliziotti avevano attivato intorno agli spazi del comizio. Sono scaturiti degli scontri in cui Origone è stato coinvolto in prima persona. Probabilmente il giornalista è stato scambiato per un manifestante, fatto sta che è stato caricato violentemente dagli agenti. Origone ha raccontato di una furia indescrivibile dei poliziotti nei suoi confronti e di come lui abbia urlato più volte agli agenti di fermarsi cercando di far capire loro che non era un manifestante ma un giornalista. “A un certo punto è arrivato un poliziotto, Giampiero Bove, che conosco da molto tempo: si è buttato sul mio corpo, con il casco: “Fermatevi, fermatevi, cosa state facendo, è un giornalista, fermatevi”, ha gridato. Mi ha salvato. Gli sarò per sempre grato. E, come automi, gli agenti hanno smesso e se ne sono andati. Come se il loro furore fosse stato spento, con un clic”, ha raccontato Origone spiegando com’è avvenuto il suo salvataggio.

Il giornalista Stefano Origone caricato dalla Polizia, il professionista ha riportato numerose ferite

Stefano Origone ha ampiamente raccontato come si sono svolti i fatti. “(…) Mi trovavo in piazza Corvetto, all’angolo con via Serra, l’unica via di uscita di una piazza completamente blindata dai mezzi della polizia e dagli agenti in tenuta antissommossa. Era una buona posizione, per osservare i contatti tra a polizia e i manifestanti, c’erano già state cariche, ma mi sentivo tranquillo, proprio perchè alle spalle avevo la via di fuga. E poco prima la polizia era anche arretrata. Poi non so cosa sia scattato, non ricordo l’innesco della follia. Mi hanno detto poi che i poliziotti hanno visto un ragazzo vestito di nero e hanno lanciato la carica. So che mi sono arrivati addosso, intorno a me non c’era quasi nessuno, ero in un punto defilato. Li ho visti arrivare, avevo il cellulare in mano perchè stavo facendo qualche foto, mi sono uteriormente spostato. Ma mi sono arrivati addosso. Ho cominciato a scappare, ma non ne ho avuto il tempo (…)”, ha raccontato. Nella carica il giornalista ha rimediato la frattura di una costola, la frattura di due dita della mano sinistra, ecchimosi su tutto il corpo e un trauma cranico. I medici, sul corpo di Origone, hanno trovato i segni delle manganellate e delle suole degli anfibi degli agenti.

Maria Mento

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