Elezioni Europee 2019: fra i “trombati” eccellenti i Mussolini, la Kienge e la Bonino

Molti i nomi di peso non eletti alle Elezioni Europee di domenica. Fra gli esclusi i discendenti di Mussolini, la Bonino e la Kyenge. Fuori anche Roberto Fiore, leader di Forza Nuova, e Simone Di Stefano di Casa Pound.

Sono tanti i nomi eccellenti che non hanno ricevuto cariche per il parlamento Europeo. Entrambi i discendenti di Mussolini, Caio Giulio Cesare Mussolini (Fratelli D’Italia) e Alessandra Mussolini (Forza Italia) non hanno totalizzato un numero valido per accedere all’Europarlamento. I due Mussolini erano candidati nella circoscrizione dell’Italia Meridionale.

Ma le porte del Parlamento Europeo resteranno chiuse per tanti altri, da destra a sinistra. Emma Bonino, leader di +Europa, non è stata eletta a causa del mancato superamento della soglia di sbarramento del 4% del suo partito. Non è stata confermata eurodeputata la Kyenge, ex ministro dell’integrazione nel precedente governo a marchio PD, con i suoi soli 1151 voti nella circoscrizione Nord-Ovest.

Tanti gli esclusi importanti dal Parlamento Europeo. La Santanché, Pizzarotti, Di Stefano e Fiore rimarranno fuori

Tante assenze sia a destra che a sinistra quindi. La lista dei “trombati” si estende anche a Daniela Santanché, candidata per Fratelli d’Italia, e a Federico Pizzarotti, sindaco di Parma e capolista di +Europa-Italia in Comune nella circoscrizione nord est. Fuori dal Parlamento Europeo anche gli estremisti di destra, Simone Di Stefano (Casa Pound) e Roberto Fiore (Forza Nuova), e i comunisti Marco Rizzo e Paolo Ferrero.

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