Napoletani scomparsi in Messico, l’inquietante intercettazione: “Fatene ciò che volete”

Non si sa nulla di loro da oltre un anno e gli ultimi dettagli che emergono sulle loro possibili sorti sono quantomeno inquietanti.

Sono Raffaele Russo, suo figlio Antonio e il nipote Vincenzo Cimmino, scomparsi in Messico il 31 gennaio del 2018.

Secondo le ultime informazioni, un’intercettazione telefonica incastrerebbe un malavitoso locale – el Quince – arrestato di recente ed attualmente in carcere: secondo gli inquirenti l’uomo avrebbe informazioni sui tre napoletani scomparsi.

Riportando quanto detto dall’avvocato Claudio Falleti, legale delle famiglie Russo e Cimmino, a Repubblica.it: “Dalle indagini emerge un elemento finora non dichiarato dalle autorità locali il Quince era a conoscenza del rapimento degli italiani e questo dato emerge da una intercettazione telefonica nella quale conversa molto presumibilmente con un capo cartello locale il quale comunica di essere in possesso di due italiani che si chiamano Russo e chiede al Quince istruzioni su cosa fare. Il boss avrebbe quindi risposto “fatene ciò che credete” lasciando il libero arbitrio all’interlocurore“.

Inotlre ci sarebbero delle impronte digitali che potrebbero fornire importanti informazioni: “Ma c’è di più, sulla macchina guidata da Raffaele sono state trovate delle impronte digitali e si è ancora in attesa dei risultati”.

L’avvocato ha quindi concluso: “Dopo un anno e mezzo e tanto lavoro processuale a livello internazionale vogliamo risposte sia dai tribunali che dalla politica. Il sottosegretario Merlo è in partenza per una missione che toccherà anche questo tema. Speriamo che tutto il lavoro che ho svolto finora insieme con l’avvocato Herrera di Madrid possa essere di aiuto”.