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Incidenti letali, i rider scioperano: “Basta sangue per due spicci di m***a”

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"Basta sangue per due spicci di m***a"I rider annunciano su Facebook uno sciopero di categoria per questo pomeriggio a Torino. I lavoratori protestano ancora una volta per le condizioni di lavoro precario, evidenziate dalle morti di tre rider in una settimana, in altrettanti incidenti letali.

Negli ultimi mesi siamo venuti a conoscenza delle condizioni lavorative disagiate dei rider, ovvero di quei ragazzi in bici che si occupano delle consegne per le catene di distribuzione come Deliveroo o Just it (per citarne due tra le più famose). I ragazzi sono costretti a turni massacranti ed hanno tempi di consegna stretti al fine di migliorare il ranking dell’azienda. Tutto questo li espone al rischio continuo di incidenti stradali, per i quali non hanno nemmeno una copertura assicurativa.

Proprio a causa di queste condizioni lavorative, peggiorate da una paga molto bassa e dalla costante minaccia di perdere il posto di lavoro, i rider hanno indetto scioperi nazionali, chiedendo appoggio ai sindacati ed al governo per ottenere le giuste tutele lavorative, sia dal punto di vista monetario che da quello della sicurezza (Nel mezzo c’è stata anche la polemica contro gli artisti rei di non dare la mancia). Al momento, almeno in Italia, nulla si è realmente mosso e nell’ultima settimana di maggio, ben tre fattorini sono morti nello svolgimento del proprio compito.

La denuncia social dei rider: “Basta sangue per due spicci di m***a”

Al fine di rendere giustizia ai ragazzi morti, questo pomeriggio i rider di Torino si riuniscono e manifestano contro le aziende e contro l’indifferenza delle istituzioni. Nel post con il quale viene annunciato lo sciopero si legge: “Nell’ultima settimana sono morti tre ragazzi lavorando come rider. La responsabilità di queste morti sono delle aziende che ogni giorno ci sfruttano nelle strade delle nostre città, obbligandoci a correre per metterci in tasca qualche euro in più. Lunedì 3 giugno ci troveremo in piazza Solferino alle 17, con amici e solidali. Non si può morire per un panino”.

I morti a cui si fa riferimento sono Pujan, morto in un incidente stradale a Barcellona, Karim, per lo stesso motivo a Parigi, e Burgao, ucciso a calci e pugni a Londra. La loro morte genera rabbia: “Il nostro sangue sull’asfalto per quattro spiccioli di merda”, e per i rider è causata da fattori ben precisi: “Non è una fatalità, il cottimo uccide. Non è una fatalità, il ranking uccide. Non sono morti bianche, hanno il colore degli zaini che ci portiamo sulle spalle ed hanno la faccia delle promesse che i politici continuano a farci”.

 

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