Babysitter cerca di coprire l’omicidio del marito costringendo il figlio a mentire e finisce in carcere

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:19

viene condannata a 5 anni di prigioneUna babysitter ha cercato di coprire il marito, reo di aver ucciso una bimba affidata alle sue cure, costringendo il figlio a mentire, viene condannata per negligenza e depistaggio.

Sharleen Hudges è stata condannata ad una pena carceraria di cinque anni per aver cercato di depistare le indagini sull’omicidio della piccola Ella (22 mesi). La donna era stata incaricata dall’amica Pagan di prendersi cura della figlia, di cui lei era la madrina, mentre era a lavorare. Il rapporto tra loro era stretto e la giovane mamma si fidava ciecamente di lei, lasciandole spesso il compito di occuparsene.

Quel giorno, però, Sharleen è stata costretta a lasciare Ella da sola con il marito, Michael Wild, per andare a prendere il figlio ed un suo amico a scuola. La donna non ha pensato che potesse succedere qualcosa nel poco tempo che sarebbe mancata, ma quando è tornata a casa ha trovato la bimba priva di vita. La babysitter ha immediatamente chiamato i soccorsi e nel contempo ha cercato di rianimarla con un massaggio cardiaco.

Il marito uccide la bimba che le hanno affidato, Babysitter cerca di coprirlo e finisce in carcere

Sharleen scopre immediatamente che Michael ha colpito la bimba allo stomaco fino a causarle un arresto cardiaco. Istintivamente però cerca di coprirlo e chiede al figlio ed al suo amico di mentire, dicendo agli agenti di essere tornati a casa con l’autobus per costruire un alibi al marito. Le indagini svelano presto la verità: le telecamere di sicurezza della zona dimostrano che lei è uscita di casa. A quel punto si vede costretta a confessare.

Durante l’udienza finale il giudice ha condannato Wild a 20 anni di carcere per l’omicidio della piccola e la Hudges a 5 anni per grave negligenza ed aver ostacolato le indagini. Per la donna si tratta di una doppia tragedia, visto che teneva molto alla figlia dell’amica per la quale era diventata una seconda madre.

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