Home Interni: Scopri cosa accade Oggi in Italia

Travaglio, che attacco a Zingaretti: “Lasci stare Berlinguer, non lo approverebbe”

CONDIVIDI

Travaglio, che attacco a ZingarettiIl ricordo di Nicola Zingaretti per i 35 anni dalla scomparsa di Enrico Berlinguer servono da spinta a Marco Travaglio per lanciare un duro attacco al segretario nazionale del PD.

Ieri, 11 giugno 2019, era il 35° anniversario della scomparsa di Enrico Berlinguer, figura storica del PCI a cui Nicola Zingaretti è molto legato. Per questa occasione il segretario del PD ha voluto omaggiare il grande politico citandone una delle frasi storiche: “Ci si salva e si va avanti se si agisce insieme e non solo uno per uno”. Non è una novità, d’altronde, che Zingaretti voglia riportare alcuni dei valori difesi da Berlinguer all’interno del PD.

Prendendo spunto dal ricordo di Berlinguer che il segretario del Partito Democratico ha voluto condividere. Marco Travaglio si è chiesto come sarebbe visto dallo storico segretario del PCI il partito guidato da Zingaretti e conclude che probabilmente non lo approverebbe.

L’attacco di Travaglio a Zingaretti 

A pesare sull’analisi dell’operato di Zingaretti (sebbene questo sia stato eletto solo da pochi mesi) c’è la gestione del caso sanità in Umbria e quello corruzione in Calabria. Citando una famosa intervista di Berlinguer del 1981, in cui accusava i partiti di aver perso l’originale funzione per i rendiconti personali, Travaglio infatti scrive: “Come se Berlinguer, nel 1981, avesse letto gli atti delle ultime inchieste sulla sanità in Umbria e sugli appalti in Calabria, che vedono indagati l’ ormai ex governatrice Pd Catiuscia Marini e il governatore Pd Mario Oliverio, col fior fiore della classe dirigente dem. O le carte dell’ indagine di Perugia sui conciliaboli notturni fra i deputati Pd Luca Lotti e Cosimo Ferri con membri del Csm e capi-corrente togati sul nuovo procuratore di Roma”.

Quindi analizza il comportamento di Zingaretti in tutti i casi citati: “In Umbria si è rimesso al buon cuore della Marini, che prima s’ è dimessa, poi ha respinto le proprie dimissioni, poi se n’ è andata di nascosto quando la frittata era fatta”, scrive il direttore de ‘Il Fatto Quotidiano’ che poi continua la dura accusa: “In Calabria non ha detto una parola, infatti il plurindagato Oliverio e la sua corte sono tutti ai posti di combattimento. Sul Csm, ha convocato Lotti (non Ferri) e ha subito chiuso il caso perché ‘Lotti mi ha assicurato di non aver fatto nulla di illegale'”. A conclusione del pezzo, dunque, Travaglio tira le somme e dà un consiglio a Zingaretti: “In attesa di tempi (e Pd) migliori, Berlinguer è meglio lasciarlo nella tomba. E sperare che non ci si rivolti troppo”.

Leggi NewNotizie.it, anche su Google News
Segui NewNotizie.it su Instagram

Se vuoi essere aggiornato solamente sulle notizie di tuo interesse, è arrivata l'APP che ti invierà solo le notifiche per le notizie di tuo interesse!

✅ Scarica Qui x Android: TopDay_PlayStore
✅ Scarica Qui x OS: TopDay_AppStore

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here