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“Aiutiamo i migranti a casa loro”: la lettera aperta di Don Antonio Romano sui migranti

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Don Antonio Romano, parroco di Chiusano di San Domenico, ha scritto una lettera aperta sul tema dell’aiuto ai migranti che è stata pubblicata da www.ottopagine.it

Aiutiamo i migranti a casa loro”, ma questa volta a parlare non è Matteo Salvini e nemmeno una persona che si occupi di politica. A lanciare un progetto che si dovrebbe curare dell’accoglienza dei migranti, ma in senso diverso rispetto a quanto sta attualmente avvenendo in seguito agli sbarchi, è stato un sacerdote. Don Antonio Romano, parroco di Chiusano di San Domenico (piccolo centro abitato in provincia di Avellino), ha scritto una lettera aperta pubblicata dalla testata giornalistica Otto pagine. Nella lettera il prelato spiega come si dovrebbe agire, secondo lui, per aiutare queste persone in fuga.

La lettera aperta di Don Antonio Romano, come aiutare i migranti facendo sviluppare i Paesi in difficoltà

La lettera aperta che Don Antonio Romano, parroco di Chiusano di San Domenico nell’avellinese, parla di migranti e dell’esperienza diretta che il sacerdote ha avuto modo di sperimentare tramite le sue visite nello Stato africano del Burundi. Il parroco, che a Luglio partirà per la sua terza visita al villaggio di Rutundwe, ha raccontato di come le persone del luogo non si possano economicamente permettere di pagare per viaggiare, da clandestine, verso l’Europa. Parimenti, la trafila burocratica da affrontare- per ottenere un ingresso regolare– è altrettanto complessa. Cosa fare, dunque, per aiutare queste persone in difficoltà? Secondo Don Antonio Romano si deve creare una rete di solidarietà e amicizia, tramite dei gemellaggi con i Paesi italiani ed europei. In secondo luogo, bisogna cercare di aiutare l’economia locale a svilupparsi, facendo crescere agricoltura e artigianato. Come? Mettendo a disposizioni dei centri più deboli strumenti e competenze professionali.

La lettera aperta di Don Antonio Romano, bisogna evitare di favorire l’immigrazione clandestina

“(…) A tutti quelli che hanno a cuore la vita e la sicurezza di quelle persone, a quelli che dicono che sono una risorsa, a quelli che sostengono che bisogna accogliere, suggerisco di andarli a prendere come sto facendo io. Questo è il modo più sicuro, legale ed efficiente per evitare i morti e il favoreggiamento dell’ immigrazione clandestina. Il secondo punto, che a mio avviso, è ancora più urgente e necessario, riguarda lo sforzo che tutti gli uomini di buona volontà devono fare per sostenere lo sviluppo e la crescita di quelle popolazioni abbandonate e in alcuni casi depredate dal “primo mondo””, ha scritto il parroco. A questo link è possibile leggere la missiva completa inviata da Don Antonio Romano.

Maria Mento

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