Anche gli esseri umani ingeriscono plastica: l’inquietante risultato di una ricerca scientifica

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:45

gli inquietanti risultati di una ricercaLa portata dell’inquinamento da plastica è davvero preoccupante. Ad evidenziare il rischio che costituisce i risultati di uno studio commissionato dal WWF che mostra quanta ne ingerisca in media un essere umano.

Che la presenza di rifiuti di plastica costituisca un grave problema per la sopravvivenza di molte specie marine e del loro habitat è una nozione nota da tempo. Il quantitativo esuberante presente in mare ha permesso la costituzione di intere isole di questo materiale che ingombrano gli oceani e costituiscono un pericolo  costante per la vita di mammiferi e pesci. Ad esempio, meno di un mese fa è stato trovato sulla costa palermitano un capodoglio spiaggiato la cui morte è stata causata  probabilmente dall’ingestione di plastica (il terzo caso in Italia nel solo 2019) e lo stesso è capitato pochi giorni fa ad Ostia.

Anche gli esseri umani mangiano plastica 

Se il quantitativo di tali rifiuti non dovesse diminuire, molte specie rischiano l’estinzione. Superfluo sottolineare come la lo scomparsa sia causa di un mutamento nell’ecosistema marino e potrebbe anche culminare con la distruzione di un intero habitat. La modifica dell’ambiente circostante ha delle ripercussioni anche sull’essere umano, visto che maggiore è la presenza di plastica nelle acque, maggiore è il quantitativo che ingeriamo quotidianamente.

Secondo i risultati di una ricerca commissionata dal WWF e condotta dall’Università di Newcastle (a nord di Sidney, Australia) – ‘No Plastic in Nature: Assessing Plastic Ingestion from Nature to People‘ – ognuno di noi ingerisce all’incirca 2000 microparticelle di plastica a settimana per un peso complessivo di 5 grammi (lo stesso peso di una carta di credito per intenderci). Non è ancora chiaro che effetti abbia questa ingestione di micro particelle, ma tanto basta al WWF per lanciare l’ennesimo allarme.

A tal proposito Marco Lambertini, direttore internazionale del WWF, ha spiegato ad ‘Ansa.it’: “è chiaro a tutti che si tratta di un problema globale, che può essere risolto solo affrontando le cause alla radice. Se non vogliamo plastica nel corpo, dobbiamo fermare i milioni di tonnellate di plastica che continuano a diffondersi nella natura”.

 

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