Rousseau City Lab, Di Battista ai cronisti: “Salvini si sta sempre più berlusconalizzando. Non so se il Governo dura”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:24

Arriva al tramonto sul lungomare di Catania per presenziare alla nona tappa del Rousseau City Lab, tour itinerante dell’associazione Rousseau – l’associazione fondata dai Casaleggio volta a sviluppare la controversa piattaforma del Movimento 5 Stelle – attraverso le principali città italiane.

Prima dell’intervento programmato sul palco della kermesse, Alessandro Di Battista si è prestato a rispondere alle domande dei cronisti che lo hanno interpellato circa il rapporto con Di Maio, quello con l’altro vicepremier Salvini e circa la tenuta del Governo.

E se su Di Maio Dibba ha preferito evitare polemiche (“Non rispondo alle polemiche montate ad arte tra me e Luigi. Domani lo chiamo ed è tutto a posto. Non mi interessa assolutamente questa polemica”) sull’altro vicepremier – il leghista Salvini – è stato ben meno diplomatico: “Salvini si sta sempre più berlusconalizzando… presto farà trapianti, inizierà a mettersi i tacchi… e giorno dopo giorno sarà piu Berlusconi di prima. A me questo non sta bene”, ha detto l’ex deputato grillino, tra il serio e il faceto.

Proseguendo poi, decisamente meno faceto: “A Salvini mandai un messaggio poco prima della formazione del Governo e gli dissi ‘molla Berlusconi’, che possiamo fare un sacco di cose. Per cui il mio non è minimamente un attacco personale a Salvini, per niente. Vorrei che Salvini attaccasse poteri forti e decidesse di stare veramente dalla parte degli italiani. Il suo ‘prima gli italiani’ mi sembra ad esempio ‘prima radio Radicale’ pagata con i soldi degli italiani e questo non mi sta bene“.

Quindi, sulla possibilità che il Governo duri ancora, Di Battista non s’è mostrato così sicuro: “Non lo so perché vedo Salvini che provoca ogni giorno, tutti i giorni. E sono convinto che nella logica di Salvini ci sia l’idea di mandare tutto all’aria per mero tornaconto personale. È questo per me sarebbe molto grave perché conta molto di più l’interesse del Paese che quello privato di una forza politica”.