Caterina Balivo: “Rinuncio al Pride perchè la comunità LGBT mi ha discriminata”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:43
Caterina Balivo
Caterina Balivo

In una lunga intervista rilasciata al “Corriere della Sera”, la conduttrice Caterina Balivo ha spiegato i motivi per i quali non sarà madrina del “Gay Pride” a Milano.

Il prossimo 29 giugno, Caterina Balivo avrebbe dovuto presenziare al “Gay Pride” di Milano, in veste di madrina ma, in seguito ad alcune frasi pronunciate dalla conduttrice in passato e ritenute offensive nei riguardi del mondo omosessuale, gli organizzatori dell’evento hanno deciso di revocarle l’incarico. In una lunga intervista rilasciata al “Corriere della Sera”, Caterina parla di quanto successo, dicendosi discriminata dalla comunità LGBT:

“Il Pride dovrebbe abbattere le barriere, ma alcuni ne hanno alzata una attorno a me. È stata esclusa una persona che da anni dice che l’amore è il protagonista e non il genere. Quando ti invitano a una festa e la festa ti piace sei sempre molto contenta di partecipare. Se poi capisci che una buona fetta di invitati non gradisce la tua presenza, allora è bene non andarci”.

E ancora:

“Sinceramente sono molto colpita e mi interrogo un po’ sul genere umano. Valgono più testimonianze, fatti concreti, messaggi, video fatti nei miei programmi, davanti a milioni di persone, o espressioni decontestualizzate, una frase infelice?”.

Caterina Balivo: “Non sono omofoba”

Al contrario di quanto detto da gran parte dell’opinione pubblica, Caterina assicura di non essere omofoba:

“Penso agli articoli sul web, a quella parola vicina al mio nome: ma i miei figli, se dovessero essere gay, leggeranno che la madre ha fatto dichiarazioni omofobe? Assurdo. Inviterò chi mi ha criticata e mi confronterò: questa cosa non finisce così. Quella su Ricky Martin se decontestualizzata è orribile. Ma era un video di una serata tra amici, si scherzava, così come i miei amici omosessuali scherzano quando dicono a mio marito: perché vai con le donne? Mi chiedo se conta più la facciata o la sostanza”.

Infine, Caterina conclude dicendo che:

“Il primo matrimonio a cui è stato mio figlio, a cinque anni e mezzo, è stato un matrimonio gay e l’unica cosa che mi ha chiesto era perché non c’erano i confetti. Le mie amiche mi dicono: ma un amico etero da presentarci tu no eh? Hai solo amici gay. So quale è il mio percorso e il mio pensiero: non ci sto a essere additata, non ho mai discriminato nessuno. Una parte della comunità ha discriminato me”.

Maria Rita Gagliardi

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