Sea Watch si rivolge alla Corte di Strasburgo. Entro oggi risposta dal governo italiano

ULTIMO AGGIORNAMENTO 14:34

sea watch salvini migrantiLa nave Sea Watch 3 si è rivolta alla Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo. 

L’obiettivo dell’imbarcazione gestita dalla ONG è far sì che la Corte imponga all’Italia di far sbarcare i migranti ospitati a bordo della nave, che si trova ormai al largo delle coste italiane dal 12 giugno.

Una volta ricevuta la richiesta, la Corte ha rivolto delle domande alla Sea Watch e anche al governo italiano. Dall’esecutivo guidato dal presidente Conte si attendono delle risposte entro oggi.

La Corte può eventualmente chiedere all’Italia di adottare delle misure urgenti volte ad impedire “serie e irrimediabili violazioni dei diritti umani”.

Ricorso alla Corte fatto dai “singoli individui”

Giorgia Linardi, portavoce della Sea Watch, ha poi precisato che il ricorso non è stato presentato dall’organizzazione non governativa, ma “dai singoli individui presenti a bordo che hanno il diritto di adire i proprio diritti umani alla Corte europea”.

“In particolare – le parole di Giorgia Linardi riportate da ‘Repubblica’ – il ricorso è stato fatto in riferimento all’articolo 3 che descrive quello a bordo come ‘trattamento inumano e degradante’. Si chiede quindi alla Corte di indicare all’Italia delle misure che possano in qualche modo ridurre la sofferenza a cui le persone a bordo sono costrette nell’interesse di tutela della loro dignità”.

Tuttavia, Salvini appare irremovibile. Il ministro dell’Interno ha ribadito ieri che se accadrà qualcosa a bordo la colpa è da attribuire “esclusivamente all’Olanda e al comandante della nave”.

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