Sea-Watch 3, Salvini sulle scuse di Carola Rackete: “Meglio tardi che mai, ma ci poteva pensare prima”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 13:40

matteo salvini

Il ministro dell’Interno Matteo Salvini è intervenuto durante ‘I Lunatici’, programma in onda ogni notte su Radio 2, per parlare della vicenda Sea Watch – vicenda che sta catalizzando (forse anche in maniera eccessiva) l’attenzione degli italiani.

Queste le parole del leader della Lega: “E’ stato un attacco criminale senza precedenti. Sull’immigrazione, gli sbarchi e la Libia ognuno può pensarla come vuole, però vedere una nave che disubbidisce agli ordini, entra in porto alle tre di mattina e rischia di schiacciare una motovedetta in vetroresina con quattro uomini della Guardia di Finanza a bordo è un qualcosa che in Italia non si era ancora visto. Spero che la giustizia faccia il suo corso, che venga confermato l’arresto, il sequestro del mezzo, la multa, e che sia la prima e l’ultima volta che si vede una scena del genere”.

Quindi, sulle reazioni degli altri Paesi europei che hanno criticato la condotta del Governo italiano, il Ministro s’è così espresso: “Secondo voi se ci fosse stata una nave italiana con bandiera italiana fuori da un porto olandese o francese che disubbidisse agli ordini, entrasse in porto con la forza e mettesse a rischio la vita di quattro militari olandesi, francesi o tedeschi, quanto avrebbero aspettato prima di sparare? Ognuno stia al suo posto, lascino che l’Italia faccia rispettare le sue leggi e i suoi confini e la smettano di parlare a vanvera“.

Una battuta anche sui Parlamentari andati a far visita ai migranti sulla nave: “Pensate voi se dei politici, francesi, tedeschi, inglesi, americani o australiani salirebbero mai a bordo di una imbarcazione straniera che infrange le leggi del loro Paese. Se non ti piace Salvini, non ti piace la Lega, non ti piace il Governo, fai battaglia politica, in Parlamento o nelle piazze, ma non salire a bordo di una nave che infrange la legge”.

Per finire, riportiamo quanto detto sulle scuse della Capitana della Sea-Watch 3, Carola Rackete: “Meglio tardi che mai, ma ci poteva pensare prima. A me interessa che non si ripetano episodi di questo genere. Anche perché ci sono altre due navi di due ONG, una spagnola e una tedesca, che si stanno dirigendo verso le acque libiche. Non vorrei che diventasse un passatempo internazionale quello di sfidare le regole, le leggi e i confini del nostro Paese. Sappiano che indietro non si torna”.

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