Proteste ad Hong Kong: la folla irrompe in Parlamento

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:39

Ancora giornate di proteste ad Hong Kong. Stavolta a scendere in piazza è l’opposizione, in occasione di una ricorrenza particolare. Oggi infatti la città festeggia 22 anni dalla fine del dominio britannico e dall’inizio di quello cinese. Eppure i cittadini continuano a protestare contro la legge di estradizione voluta dal governo.

L’irruzione del gruppo di manifestanti ad Hong Kong

La folla in fermento ha provato a fare irruzione nel Parlamento. La protesta ha preso una piega un po’ particolare in quanto è stato posto in essere il tentativo di forzare le porte di vetro bloccandole con un carrello metallico. Come riporta anche il quotidiano “La Repubblica”, doveroso è stato l’intervento delle forze dell’ordine, che hanno dovuto servirsi di uno spray urticante, munendosi tra l’altro anche di manganelli.*perfetto

Alcuni dei giovani manifestanti mascherati si sono posizionati strategicamente in tre punti clou della città, impedendo il passaggio attraverso delle barriere di metallo e plastica. Alcuni casi isolati di violenza hanno costretto circa 13 agenti e alcuni manifestanti al ricovero in ospedale. Circa un’ora e mezza fa inoltre, un gruppo di manifestanti è riuscito a valicare le soglie dell’edificio del Parlamento.

Unì ricordo del 1 Luglio 1997

Il 1 luglio 1997, Hong Kong passò dal dominio Regno Unito a quello della Cina, nonostante per la città vigesse un accordo amministrativo, allora definito “un Paese, due sistemi”.

Gli oppositori scendono in piazza per l’anniversario della riunificazione con la Cina ogni anno. Tuttavia pare che quest’anno siano un po’ più accesi gli animi, all’indomani della proposta del governo sulla legge di estradizione.

La governatrice di Hong Kong, Carrie Lam, ha dovuto infatti interrompere il provvedimento, secondo il quale si potrebbero estradare in Cina cittadini e residenti (rinunciando così alle garanzie democratiche del sistema giudiziario in vigore nella città).

Oltre a pretendere le dimissioni della Governatrice, i cittadini stanno provando a difendere l’autonomia e le garanzie democratiche che sarebbero dovute rimanere in vigore sino al 2047 secondo l’accordo sancito 22 anni fa.