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Per mesi senza acqua, cibo ed in mezzo ai rifiuti: ancora morti in un centro di detenzione in Libia

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Centri di detenzione LibiaCostretti a vivere in mezzo ai rifiuti, privati di acqua e cibo, così sono morte altre 20 persone in un centro di detenzione in Libia.

Le ultime testimonianze giunte da Zintan, Libia, dipingono le condizioni di vita dei migranti nei centri di detenzione come disumane. Secondo gli ultimi report sarebbero morte 20 persone negli ultimi mesi, dopo aver vissuto in mezzo a spazzatura ed escrementi e senza la possibilità di lavarsi adeguatamente.

La causa della morte sarebbe stata la mancanza di cibo e acqua: tutti i migranti detenuti ricevono al massimo un pasto al giorno ed alcuni di loro vengono puniti dai carcerieri e costretti a non nutrirsi per giorni. Le scarse condizioni igieniche, inoltre, favoriscono il sorgere di malattie, moltissimi infatti sono i malati, la maggior parte di tubercolosi.

Altri morti in un centro di detenzione libico, l’Onu li ha abbandonati?

I sopravvissuti accusano l’Onu di aver visto le condizioni in cui i miliziani li costringevano e di non aver fatto nulla per aiutarli. Altre fonti spiegano che un organizzazione vicina all’Unhcr ha visitato alcuni dei centri di detenzione e non ha riscontrato mancanza di cibo, ma pare che i militari non gli abbiano permesso l’accesso a molte zone. Insomma l’alto commissariato delle Nazioni Unite scarica la colpa sui militari libici e sui gestori dei centri, i quali però smentiscono di aver negato l’accesso ai rappresentanti dell’Onu.

Da mesi ormai, l’UE, l’Onu e l’Unione Africana hanno promesso di cercare una soluzione differenti ai centri di detenzione libici, da quando un video emerso in rete aveva mostrato una sparatoria all’interno di un hangar. Ma per il momento la promessa è rimasta tale e a Zintan ci sono circa 6.000 africani, dislocati in dieci centri. Rafforzare i corridoi umanitari ed il reinsediamento legale sono due delle soluzioni vagliate, ma tali azioni devono essere prese con celerità poiché malnutrizione e malattie potrebbero causare ulteriori vittime.

 

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