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Commissione Ue, niente procedura d’infrazione e lo spread non s’impenna (più)

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 e lo spread non s'impenna (più)Lo spettro della procedura d’infrazione è finalmente scacciato: Moscovici ha dichiarato che le rassicurazioni presentate dal governo sono sufficienti a rispettare i parametri concordati.

Che l’accordo tra Unione Europea e governo italiano sarebbe giunto lo si era capito dalle parole positive che Sergio Mattarella aveva speso riguardo la procedura d’infrazione durante la visita diplomatica in Austria. Il Presidente della Repubblica, a conoscenza delle modifiche apportate dal governo con la correzione della legge di bilancio approvata lo scorso 1 luglio, sapeva che i nuovi dati avrebbero convinto i commissari europei della solidità della nostra economia.

La conferma di questa sensazione è giunta quest’oggi, quando la Commissione Europea ha annunciato che la procedura d’infrazione contro l’Italia non è più necessaria. A spiegare il motivo di questo cambio di rotta della Commissione è stato il commissario degli affari economici Pierre Moscovici: “Avevamo posto tre condizioni: dovevano compensare lo scarto per il 2018, quello del 2019 da 0,3 punti di Pil e ottenere garanzie sul bilancio 2020. Il Governo ha approvato un pacchetto che risponde alle nostre tre condizioni, in parole povere: “la procedura per debito non è più giustificata”.

Lo stop alla procedura d’infrazione ha influenzato positivamente lo spread

L’assestamento dei conti del bilancio 2019, dovuto al congelamento dei risparmi di alcune misure del governo, farà attestare il rapporto deficit/Pil sul 2.04% contro il 2.5 % previsto precedentemente dalla Commissione in primavera. La notizia ha influito positivamente anche sull’andamento dei titoli di stato italiani (i Btp) sul mercato azionario, facendo abbassare ulteriormente lo spread a quota 207 punti, il minimo da maggio 2018. Il trend in realtà è positivo da circa un mese e ad apertura di Piazza Affari si trovava già a quota 221 punti (il minimo da giugno 2018). Questi risultati, uniti ai dati Istat sul tasso d’occupazione in crescita (il migliore dal 1977) fanno ben sperare gli italiani e danno fiducia al governo dopo mesi di tribolazione e scontri.

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