“Non mandare più corrieri di colore”: azienda razzista bersagliata sui social

"Non mandate corrieri di colore"
(Facebook)

L’azienda di Lumezzane Chino Color è stata bersagliata sui social di critiche dopo che è stata pubblicata sul web una mail in cui chiedeva ai fornitori di non mandare più corrieri di colore.

Una delle aziende che era solita rifornire la Chino Color Srl di Lumezzane ha deciso di denunciarla sui social quando ha ricevuto  una mail di carattere razzista. Nel messaggio si leggeva: “Chiediamo tassativamente, pena interruzione di rapporto di fornitura con la vs Società, che non vengano più effettuate consegne utilizzando trasportatori di colore e/o pakistani, indiani o simili”.

Il razzismo, però, non era rivolto ad ogni tipologia di straniero, ma solo a quelli che provengono dal sud del mondo: “Gli unici di nazionalità estera che saranno accettati saranno quelli dei paesi dell’est, gli altri non saranno fatti entrare nella nostra azienda né tanto meno saranno scaricati”.

La reazione  veemente dei social alla mail razzista dell’azienda di Lumezzane

Il contenuto della mail era talmente disdicevole da indurre gli utenti social a condividerlo con disprezzo. In breve tempo la foto della mail è diventata virale e sono numerosi gli utenti che hanno criticato l’azienda per il messaggio razzista. Un avvocatessa dell’associazione ‘Wildside‘ scrive come incipit di un post di denuncia: “Ho una preghiera per voi, leggete e condividete”, quindi spiega il contenuto della lettera, sottolineando come emerga: “Una specie di politica aziendale che ricalca le leggi razziali, discriminando un’intera categoria di lavoratori sulla base del colore della loro pelle o della loro nazionalità”. Infine chiede a tutti di unirsi alla loro denuncia presso l’Unar (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni).

Alla sua richiesta si sono associati molti utenti che hanno commentato aspramente il contenuto della missiva razzista. Un utente ad esempio scrive: “Dovrebbero solo vergognarsi, altro che chiudere il rapporto con i fornitori, dovrebbero essere i clienti a chiudere i rapporti con loro. Voglio solo sperare che non tutti i dipendenti dell’azienda condividano questo atteggiamento”, un altro aggiunge: “Poi dicono che il fascismo nazismo non esiste”, mentre la maggior parte si limita a commentare con un “Vergogna” o con frasi che esprimono incredulità “Non ci credo”.

L’accaduto è stato riportato dai principali giornali nazionali, non resta che attendere la risposta dell’azienda a queste pesanti accuse, poiché qualora si trattasse di una mail fasulla saremmo di fronte ad una diffamazione di dimensioni colossali.