India a secco: i poveri assaltano le cisterne d’acqua che irrigano i giardini dei ricchi

i poveri costretti ad assaltare le cisterne d'acqua
(Getty Images)

India: la siccità causata dalle bollenti temperature e dal ritardo della stagione dei Monsoni ha costretto i più poveri a rivoltarsi ed assaltare le cisterne pur di avere acqua potabile da bere.

Immaginare un mondo in cui l’acqua, bene primario per eccellenza, diventa un lusso che solo i ricchi possono permettersi potrebbe sembrare una distopia tra le più improbabili ed invece si tratta di un realtà a Chennai, metropoli indiana che è divenuta il cuore pulsante dell’industria e della corsa al progresso dell’India. In queste ultime settimane, infatti, le temperature insopportabili (50°) e la carenza di precipitazioni, hanno portato ad un graduale ed inesorabile prosciugamento delle fonti d’acqua.

Se per i ricchi la situazione non è stata mai grave, le aziende private li riforniscono di acqua costantemente permettendogli persino di irrigare il prato ogni giorno, diversa è la condizione della classe media e, soprattutto dei poveri. Se i primi sono stati costretti a razionare le riserve d’acqua limitandosi a tirare lo sciacquone una volta al giorno e a lavandosi con delle scodelle, per questi ultimi la situazione è drammatica poiché lavarsi è divenuto un lusso ed altrettanto trovare dell’acqua potabile.

India: Mancanza d’acqua e aumento di dissenteria e malattie in periferia

Durante i periodi di forte siccità l’acqua diventa un bene di lusso, quando va bene un carico d’acqua viene venduto a 700 rupie (Circa 9 euro). In questo periodo c’è addirittura chi si è approfittato della disperazione della gente, una vera e propria organizzazione criminale, vendendolo a 7000 rupie (91 euro), cifre inarrivabili per le classi più povere. Pare inoltre che quell’acqua venduta a caro prezzo sia acqua sporca, presa da chissà quale fonte, e non è un caso che i ricoveri per dissenteria, gastriti e malattie simili siano aumentati a dismisura proprio in questo periodo.

In questa situazione assurda, i più poveri hanno cominciato ad assaltare le cisterne d’acqua delle ditte private che riforniscono hotel di lusso e le zone più ricche. L’ultimo assalto si è verificato nei pressi del villaggio di Bangarampettai, poco prima i cittadini di Chennai avevano scritto una lettera di protesta al comune, nella quale lamentavano l’esproprio di acqua comune da parte delle aziende private: “Le autocisterne private sono venute già 8 volte a scavare pozzi nel nostro villaggio, estraendo indiscriminatamente migliaia di litri della nostra acqua. Ogni giorno! L’acqua dei nostri terreni per i vostri lussi”.