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L’ex magistrato Antonio Di Pietro a ‘Quarta Repubblica’: “Avrei convalidato l’arresto di Carola Rackete”

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L’ex magistrato Antonio Di Pietro, ospite della trasmissione televisiva Mediaset ‘Quarta Repubblica’, si è espresso in merito alla vicenda della Sea Watch che ha diviso l’Italia: “Sul piano tecnico-giudiziario io avrei convalidato l’arresto di Carola Rackete”.

Torna a parlare l’ex magistrato Antonio Di Pietro. Nella puntata di ieri sera della trasmissione ‘Quarta Repubblica’, condotta da Nicola Porro, Di Pietro ha esposto il suo pensiero sui migranti della Sea Watch e sulla capitana Carola Rackete. Antonio Di Pietro, ha detto di non condividere la scelta del gip di Agrigento, Alessandra Vella, sul mancato arresto della Rackete: “Sul piano tecnico-giudiziario io avrei convalidato quell’arresto. È, comunque, un’ordinanza fatta da una persona in buona fede. Non condivido e deploro le infamie che gli hanno detto contro”.

Di Pietro contro la decisione del gip di Agrigento su Carola Rackete: “Provvedimento da non condividere, fermo restando che io capisco le ragioni umane”

Nonostante la non condivisione della sentenza del gip di Agrigento, Di Pietro dice di aver compreso la scelta solo sotto un punto di vista prettamente umano: “È un provvedimento da non condividere, fermo restando che io capisco le ragioni umane. Un giudice rispetta ed applica le leggi anche se non gli piacciono. Quella persona è stata arrestata per due ragioni: per la violazione di un codice della navigazione o per resistenza a pubblico ufficiale”.

Antonio Di Pietro non ha comunque nascosto la sua insofferenza sul decreto sicurezza di Salvini, ma per l’ex magistrato un togato non può fare a meno di rispettare la legge: “Se fossi giudice l’avrei applicata. Credo che il gip di Agrigento abbia sbagliato, pur rispettandola”.

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