Emanuela Orlandi, per il magistrato Capaldo la Banda della Magliana ha avuto un ruolo

ULTIMO AGGIORNAMENTO 14:39

emanuela orlandi banda della maglianaLa scoperta delle tombe vuote nel cimitero teutonico ha fatto riaprire la discussione su Emanuela Orlandi. 

La ragazza è scomparsa nel 1983 e da allora non si è più avuta alcuna notizia di lei. Sul caso è intervenuto il magistrato Giancarlo Capaldo, personaggio piuttosto conosciuto per i processi sulla banda della Magliana, sul terrorismo nero e sui crimini contro l’umanità delle dittature sudamericane.

In un’intervista rilasciata alla trasmissione “L’Italia s’è desta”, condotta da Gianluca Fabi, Matteo Torrioli e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus (l’emittente dell’Unicusano, ndr), Capaldo parla proprio della Banda della Magliana e di Emanuela Orlandi.

“La Banda della Magliana ha avuto un ruolo”

“Alcuni della Banda della Magliana sanno cosa è accaduto – le parole di Capaldo – Nel momento in cui è avvenuto il caso della Orlandi, nel 1983, la Banda della Magliana era molto forte, sostanzialmente la struttura criminale maggiore che esisteva a Roma. Le dichiarazioni di Sabrina Minardi però non hanno portato alla luce le responsabilità della banda nella vicenda Orlandi, bensì le responsabilità di De Pedis”.

Secondo Capaldo l’ipotesi che la banda della Magliana abbia avuto un ruolo nella sparizione di Emanuela Orlandi è da considerarsi plausibile. “Questa è la mia valutazione che però non è stata seguita ufficialmente dalla Procura di Roma che ha archiviato il caso – ha aggiunto Capaldo – L’archiviazione è sintomo che non c’erano sufficienti elementi per andare avanti, non è sintomo di innocenza”.

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