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Jovanotti, i concerti in spiaggia e il concetto elastico di volontario

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ed il concetto elastico di volontarioIl Jova Beach Party, le date estive del concerto di Jovanotti, diventa emblema di un nuovo tipo di lavoro non retribuito: il volontariato.

Uno degli eventi più attesi dell’estate italiana è sicuramente il Jova Beach Party, una serie di date estive in cui Jovanotti si esibisce in luoghi pubblici immersi nella natura, siano essi spiagge, lungomari ed in generale zone in cui la natura la fa da padrone. La scelta della location non è casuale, visto che il Jova Beach Party è un evento organizzato in collaborazione con il WWF e punta a sensibilizzare le persone sul tema del rispetto dell’ambiente e sulla necessità del riciclaggio.

Insomma si tratta di un evento musicale votato a sensibilizzare su un tema cruciale come la salvaguardia dell’ambiente, magnifico! Non tutto oro è quel che luccica però, visto che già dal giorno della comunicazione delle date sono stati molti i giornalisti che hanno fatto notare come l’organizzazione di un concerto nelle spiagge avrebbe causato montagne di rifiuti e danni all’ambiente circostante. Critiche a cui gli organizzatori non hanno risposto e che oggi sono accompagnate da quelle relative all’offerta di “lavoro” del  Comune di Marina di Cerveteri  in cui si terrà una delle date del tour.

Jova Beach Party a Cerveteri: il lavoro non retribuito mascherato dal volontariato

Il manifesto pubblicitario della chiamata al volontariato ci mostra Jovanotti in versione “Zio Sam” che richiede il nostro aiuto. L’aiuto consiste nell’offrirsi volontari per tenere pulita la zona in cui si terrà il concerto e spiegare ai presenti in che modo si ricicla correttamente. Questo contributo volontario si traduce in 16 ore di permanenza e lavoro, pagati semplicemente con un panino, una bibita ed un gadjet, poi certo c’è la possibilità di essere all’interno dell’evento ed assistere al concerto. Quello che ad un occhio cinico sembra un lavoro mascherato da opera di volontariato, viene venduto come un sogno condiviso: assistere ad un concerto di Jovanotti e diffondere tra le persone l’idea di un mondo più pulito.

Paradossale pensare che un evento che genera introiti spropositati abbia bisogno dei volontari per la pulizia del luogo in cui si è tenuto il concerto. Sembra piuttosto evidente, invece, che si voglia massimizzare il profitto evitando di aggiungere alla nota spese anche la voce manutenzione e pulizia. E dire che già prima di questa pionieristica trovata, gli eventi musicali abbondavano di lavoratori sottopagati e senza regolare contratto (chiedete a chi monta e smonta i palchi utilizzati per le esibizioni), ma perché pagare poco quando si può non pagare proprio?

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