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Mostro di Firenze, c’è una nuova pista? Per la Procura Pietro Pacciani potrebbe non essere colpevole

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Un proiettile potrebbe invalidare la prova regina che ha etichettato come colpevole Pietro Pacciani e gettare, così, una luce nuova sulla vicenda di cronaca nera legata al mostro di Firenze

C’è una nuova pista che potrebbe portare a dare esiti clamorosi sulla vicenda di cronaca nera legata al mostro di Firenze, da tempo identificato nella persona di Pietro Pacciani. La prova regina che ha condannato Pacciani potrebbe essere stata artefatta, e quindi l’uomo potrebbe non essere il mostro di Firenze. Tutto parte da un proiettile che era stato ritrovato nell’orto dell’agricoltore: quel proiettile sarebbe pieno di segni costruiti ad arte per incastrarlo.  Sarebbe questo il risultato di una perizia condotta dal consulente della Procura Paride Minervini. È stata La Nazione a riportare, in esclusiva, la notizia.

Una nuova pista sul mostro di Firenze, la perizia della Procura di Firenze getta dubbi sulla colpevolezza di Pacciani

Il proiettile ritrovato nell’orto di Pietro Pacciani, nel corso di una maxi perquisizione avvenuta nell’arprile del 1992, reca dei segni che sarebbero stati creati ad hoc e in momento successivo appositamente per incastrare Pietro Pacciani, e farlo giudicare colpevole dei delitti compiuti dal mostro di Firenze tra il 1968 e il 1985. A dare questo responso è stato Paride Minervini, il consulente balistico della Procura di Firenze, che ha firmato una perizia contenente i risultati sopra descritti. I segni rintracciati sul proiettile non furono il frutto dell’inserimento del bossolo nella camera della pistola (una Berretta) di proprietà del mostro di Firenze.  Qualcuno ha voluto forzare la mano alle indagini, indirizzandole su un preciso canale? La perizia apre adesso una nuova pista e pone nuove domande a cui bisognerà dare una risposta. Ricordiamo che Pietro Pacciani, tirato dentro alla vicenda giudiziaria degli otto duplici omicidi che si contestano al mostro di Firenze, non è più in vita. Mario Vanni e Giancarlo Lotti (reo confesso) sono stati invece condannati in via definitiva.

Una nuova pista sul mostro di Firenze, il proiettile non incamerato in un’arma

Il proiettile recuperato dall’orto di Pacciani non è mai stato inserito in un’arma. È uguale ad altri utilizzati dal mostro di Firenze per marca (Winchester) e per serie (H), ma i segni rintracciati sul bossolo sarebbero stati creati addirittura a mano, per mezzo di un arnese di piccole dimensioni. In precedenza si era parlato di segni creatisi per spallamento (la cartuccia, secondo i periti, si era cioè inceppata).  Queste, molto in sintesi, le conclusioni a cui ha portato il lavoro di Minervini.

Maria Mento

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