Tutti pazzi per ‘FaceApp’, l’applicazione che invecchia il viso su Instagram. Ma c’è il rischio legato alla privacy e all’utilizzo dei dati personali

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:27

Sta spopolando su Instagram la nuova applicazione ‘FaceApp’, che consente di modificare il proprio volto invecchiandolo di 40 anni. Ma c’è un rischio legato alla sicurezza dei dati personali: ogni volta che un viso viene processato, l’immagine potrebbe essere conservata dai server della società.

La nuova moda virtuale si chiama ‘FaceApp’, l’applicazione che ha scalato la classifica arrivando in cima ai download negli app store. Bastano quattro click per scoprire come saremo fra 40 anni. L’immagine è altamente reale e sta spopolando fra i più giovani e non solo. L’app è disponibile sia per Android che per iOS e consente di modificare il proprio volto, rendendolo più giovane, più anziano e cambiando il taglio di capelli, il trucco e la barba.

Basterà scattarsi un selfie, scaricare l’applicazione e selezionare il pacchetto “età”, scegliendo il filtro “anziano”: in pochi istanti avrete la vostra immagine fra 40 anni.

L’app è molto divertente, ma c’è un rischio legato alla sicurezza dei vostri dati personali

App divertente, ma occhio al rischio sicurezza. Infatti, ogni volta che un viso viene processato, l’immagine potrebbe essere conservata dai server della società.

La società russa Wireless Lab, ideatrice dell’app, infatti raccoglie informazioni sugli utenti che la utilizzano, costruendo un enorme database a scapito di filtri e altre funzionalità. E tutto ciò con l’autorizzazione degli utenti. Al momento questa applicazione non risulta coinvolta in nessuno scandalo informatico legato all’utilizzo dei dati personali, ma è sempre una dinamica da tenere a mente quando si sceglie di utilizzarla.

Nell’informativa sulla privacy dell’app, i creatori specificano come gli utenti possano scaricare l’app accettando di fornire foto e altri materiali che pubblicano attraverso tale servizio, nonché la cronologia di navigazione. Questo è ciò che si legge nell’informativa: “Utilizziamo strumenti di analisi di terze parti per aiutarci a misurare le tendenze di utilizzo del traffico e dei servizi. Questi strumenti raccolgono le informazioni inviate dal tuo dispositivo o dal nostro servizio, comprese le pagine Web visitate, i componenti aggiuntivi e altre informazioni che ci aiutano a migliorare il servizio. Raccogliamo e utilizziamo queste informazioni analitiche insieme alle informazioni analitiche degli altri utenti in modo che non possano essere utilizzate per identificare in particolare un singolo utente”.