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Rivelati gli audio di Borsellino: “Senza scorta potrei essere ucciso di sera. Trapani è terra di latitanti”

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Borsellino

Fino ad ora top secret, la Commissione Parlamentare Antimafia ha deciso di rendere pubblico il contenuto degli atti di denuncia del giudice Paolo Borsellino. A distanza di 27 anni dalla sua morte in via d’Amelio, sono stati resi pubblici online i contenuti delle denunce registrate dal giudice.

Il contenuto della registrazione

Paolo Borsellino parlava così davanti alla Commissione: “Dobbiamo avere garantita la presenza degli autisti giudiziari per tutto l’arco della giornata. Di pomeriggio c’è una sola macchina per quattro magistrati e, sistematicamente, vado con la mia macchina personale ed esco alle 21 o alle 22 per tornare a casa. Che senso ha essere accompagnato la mattina per poi essere libero di essere ucciso la sera?”.

Nonostante fossero agghiaccianti le sua parole, il giudice aveva deciso di portate avanti la sua lotta contro Cosa Nostra. “Nonostante la mattina con strombazzamenti il magistrato viene accompagnato in auto poi il pomeriggio non lo può più fare”.

Nella registrazione si parla anche del caso del computer che “è finalmente arrivato, purtroppo non sarà operativo se non fra qualche tempo. E’ stato messo in un camerino e stiamo aspettando. E’ un computer della Honeywell ed è diventato indispensabile perché la mole dei dati contenuti anche in un solo processo è tale che non è più possibile usare i sistemi tradizionali delle rubrichette”.

Mancanza di una volante: Borsellino si dimezzò la scorta

Borsellino descrive anche gli incontri del boss pentito Tommaso Buscetta, con i capimafia in via Ruggero Settimo a Palermo in pieno giorno. Incontri possibili alla luce del sole per carenza di volanti, che non coprivano turni dalle 14 alle 16. Tant’è vero che a Marsala, dove lo stesso magistrato lavorava, non c’era una pattuglia a girare di notte.

E infatti il giudice dice “Non era possibile, non c’erano gli uomini ed io ero stanco. Ad un certo punto mi venne in testa (per stanchezza, perché me ne volevo andare) di fare la proposta di dimezzarmi la scorta per fare la volante. In questo modo si è fatta. A Marsala, la quinta città della Sicilia, con 100 mila abitanti circa, non c’era una volante né della Polizia, né dei Carabinieri, che potesse assicurare l’intero arco delle 24 ore”. 

Gli atti pubblicati dalla Commissione Antimafia, fanno parte di un’inchiesta cominciata nel 1962 e conclusasi nel 2001.

Le parole del Premier Conti

Quanto è emerso dalle dichiarazioni di Borsellino, a distanza di 35 anni, hanno smosso l’opinione pubblica e quella del Governo. Non a caso il premier Giuseppe Conte ha scritto un post su Facebook dicendo che “Oggi la Commissione Antimafia ha desecretato tutti gli atti dei suoi lavori fino al 2001 offrendo così un patrimonio prezioso all’intera collettività. Grazie a questa scelta di trasparenza, oggi possiamo riascoltare le parole amare del giudice Paolo Borsellino e la sua denuncia in anni cruciali per la lotta alla mafia. Le sue parole potranno risuonare nelle coscienze di tutti noi”.

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