Gli scafisti si accordano con le Ong per farsi salvare in mare? Il servizio di Quarta Repubblica

ULTIMO AGGIORNAMENTO 14:25

A Quarta Repubblica, nella serata di lunedì scorso, è stato fatto vedere un servizio che svela quali sarebbero i veri rapporti tra gli scafisti e le Ong.

Prendendo spunto da una vecchia partecipazione a Quarta Repubblica del Ministro dell’Interno, in cui Matteo Salvini ha chiaramente parlato di telefonate che gli scafisti avrebbero fatto ai membri delle Ong per mettersi d’accordo sul loro salvataggio in mare, Nicola Porro– il conduttore del programma Mediaset- ha introdotto un servizio realizzato dalla giornalista Lodovica Bulian e incentrato proprio sui rapporti esistenti tra gli scafisti e le Ong. Rapporti di cui spesso il Ministro dell’interno ha parlato, sostenendo che la Magistratura avrebbe in mano delle prove.

Gli scafisti si accordano con le Ong per farsi salvare in mare, l’inchiesta di Lodovica Bulian

Il servizio mandato in onda lunedì sera da Quarta Repubblica ha svelato una verità che se realmente comprovata getterebbe una nuova luce sui legami tra i trafficanti di uomini e le Ong. Se da un lato è vero che esistono persone che davvero fuggono dall’Africa per allontanarsi dalla guerra e dalle persecuzioni, è anche vero che esiste il lato oscuro di chi cerca di fare soldi sulla pelle dei più sfortunati. Il Ministro Matteo Salvini ha più volte parlato di prove, che la magistratura avrebbe in mano, di contatti telefonici avvenuti proprio tra gli scafisti in Libia e le Ong che poi li avrebbero dovuti recuperare. Di seguito il servizio andato in onda lunedì.

Gli scafisti si accordano con le Ong per farsi salvare in mare, il contenuto del video

Il servizio di Lodovica Bulian racconta l’esistenza di uno specifico gruppo su Facebook, gestito da un trafficante di esseri umani di nome Lokman, che si occuperebbe di organizzare questi viaggi dalla Libia. Organizzazione che prevede la complicità delle autorità libiche, opportunamente pagate. L’uomo, addirittura, sponsorizzerebbe i viaggi in Italia, così come spiega il giovane che compare in video. Lo fa proprio attraverso  dei video realizzati dai migranti, e poi pubblicati in pagina, che devono rassicurare sul viaggio e servire allo scopo di invogliare altre persone a partire. Dietro a tutto ci sarebbe, quindi, anche un’altra verità: il contatto, costante, che  gli scafisti tengono via telefono- e non solo- con i loro portavoce Ong, non metterebbero in pericolo le vite dei migranti, in quanto tutto sarebbe architettato a regola d’arte per consentire il salvataggio in mare. Presi i contatti telefonici con lo scafista, l’uomo spiega al ragazzo che lo ha contattato che il costo del viaggio si aggira sui 1600 euro, spiegando poi che non c’è nulla da temere perché lui è in contatto con la Ong Open Arms (visto che Sea Watch  bloccata in Italia) . “Io vi porto nella loro direzione”, dice l’uomo al telefono.

Maria Mento