Codice Rosso, approvato al Senato il decreto legge contro la violenza di genere: ecco in cosa consiste

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:27

Stupro generica

Passo avanti nella lotta contro la violenza sulle donne: al Senato è stato approvato il ddl “Codice Rosso”, con 187 favorevoli e 57 astenuti.

Dopo l’approvazione del consiglio dei ministri del 28 novembre 2018 e il via libera della Camera lo scorso 3 aprile, quest’oggi è arrivata l’approvazione definitiva al Senato di questo disegno di legge – composto da 21 articoli – volto a modificare il codice di procedura penale in materia di tutela delle vittime di violenza domestica e di genere.

Il “Codice rosso” è legge: ecco in cosa consiste il ddl contro la Violenza sulle donne

Obiettivo principale della legge è quella di ridurre i tempi per i procedimenti giudiziari per i casi di violenza, stupro e atti discriminatori.

Inoltre, all’interno del ddl è presente un articolo in cui viene finalmente colmato il vuoto giuridico legato al cosiddetto revenge porn (l’invio / la diffusione di immagini erotiche a scopo di vendetta): d’ora in poi “chiunque invii, consegni, ceda, pubblichi o diffonda immagini o video di organi sessuali o a contenuto sessualmente esplicito, destinati a rimanere privati, senza il consenso delle persone rappresentate” rischia la reclusione da uno a sei anni e una multa da 5mila a 15mila euro.

Può essere punito anche chi – pur non avendo realizzato il video – si presta a diffonderlo una volta ricevuto.

Pene inasprite nel caso “i fatti sono commessi del coniuge, anche separato o divorziato”. O nel caso in cui i fatti siano commessi “in danno di persona in condizione di inferiorità fisica o psichica o in danno di una donna in stato di gravidanza”.

Di seguito una infografica con tutte le novità:

Il “Codice rosso” è legge: reazioni contrastanti

Come immaginabile, le reazioni all’approvazione del ddl sono state contrastanti.

Da un lato, la soddifazione della maggioranza che parla di “pietra miliare nella lotta contro la violenza sulle donne”.

Dall’altro, lo j’accuse dell’opposizione, secondo cui il ddl sarebbe troppo debole nella difesa delle donne.

Dal canto suo, il ministro dell’Interno Matteo Salvini ha poco fa espresso su Facebook la propria soddisfazione (attribuendo alla showgirl Michelle Hunziker e all’avocato e parlamentare Giulia Bongiorno il merito del ddl):