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Di Maio querelato dal PD: “Nessun collegamento con la questione Bibbiano”

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Di Maio querelato
(Getty Images)

Il PD ha citato in giudizio per diffamazione il vicepremier Luigi di Maio, a seguito di un’intervista rilasciata il 17 luglio al Corriere. In tal sede aveva parlato del partito come collegato direttamente al caso Bibbiano. La questione di Di Maio querelato ha smosso anche il commento di Martina.

La Nota ufficiale del Partito Democratico su Di Maio querelato

Sulla questione di Di Maio querelato, il PD si esprime così «Le dichiarazioni demenziali del vicepremier Di Maio, il quale collega l’identità del Pd alle vicende drammatiche relative all’inchiesta sui minori che coinvolge il Comune di Bibbiano, confermano solo il livello di disperazione di un personaggio che ha fallito il suo obiettivo e scarica la sua bile sugli avversari politici»

Poi prosegue dicendo «Non solo da subito abbiamo denunciato la gravità dei fatti portati alla luce dall’inchiesta della Procura di Reggio Emilia ma è fin troppo ovvio che, qualsiasi sia l’esito dell’indagine rispetto alle responsabilità di un sindaco accusato di abuso d’ufficio, accostare a fatti gravissimi l’identità del Pd è un atto irresponsabile e falso. È Di Maio, con il suo atteggiamento sprezzante, volgare e ottuso che strumentalizza e utilizza una vicenda drammatica che dovrebbe tenere unite tutte le istituzioni». Per il Partito si tratta “dell’ennesima conferma di come sia spicciola la personalità di chi ci governa”.

 

Il punto di vista di Martina: questa è meschinità

Dal suo canto Maurizio Martina, ex segretario del PD ha detto la sua su Facebook «Il livello di meschinità di certa politica si vede quando leader senza morale annaspano disperati e per spostare l’attenzione sono pronti a tutto. Oggi Di Maio con le sue dichiarazioni ha certificato esattamente questo. Meschinità e disperazione messe in scena senza aver la minima cura delle persone coinvolte in una vicenda delicatissima e drammatica come quella di Bibbiano».

Per Martina siamo ben oltre la politica. La questione è correlata alla moralità delle persone che si basano sul ruolo che ricoprono per dire ciò che gli pare. Sarebbe meglio non avere a che fare con certe persone secondo l’ex deputato, per cui appoggia a 360 gradi la scelta di denunciare l’accaduto alla Magistratura.

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