Caso Emanuela Orlandi, il fratello Pietro: “Il Vaticano vuole tenere vivo il caso della scomparsa di mia sorella per ricattare qualcun altro”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 13:06

Continuano le polemiche sul caso relativo alla scomparsa di Emanuela Orlandi nel 1983. Il fratello Pietro ha accusato il Vaticano: “Vuole tenere vivo il caso della scomparsa di mia sorella per ricattare qualcun altro”. Ora andranno esaminati due ossari.

Non si placano le polemiche sul caso Emanuela Orlandi, la ragazza all’epoca 15enne scomparsa il 22 giugno 1983. Dopo l’incredibile episodio di una settimana fa delle due tombe aperte e risultate vuote, ora sono spuntati due ossari da esaminare: in questi ossari potrebbero esserci i resti delle due principesse, che si sarebbero dovuti trovare all’interno del Cimitero Teutonico.

Il fratello di Emanuela, Pietro Orlandi, intervenuto a “La Storia Oscura” su Radio Cusano Campus, continua la sua battaglia contro il Vaticano: “Noi vogliamo arrivare alla verità su Emanuela e anche se ogni volta è come buttare del sale su una ferita aperta, andiamo avanti e non ci arrendiamo. La vicenda farsa delle tombe vuote al Cimitero Teutonico della Santa Sede, conferma che all’interno del Vaticano c’è qualcuno che a tutt’oggi dopo 36 anni vuole tenere vivo il caso della scomparsa di mia sorella per ricattare qualcun altro”.

Il fratello Pietro: “In Vaticano ci sono due anime: una che lavora per arrivare alla verità su Emanuela e un’altra che sfrutta il caso per ricattare qualcuno”

I due ossari verranno controllati sabato 20 luglio dalle autorità vaticane alla presenza del fratello Pietro e della famiglia Orlandi.

Pietro Orlandi ha continuato: “Tornando a quanto accaduto giovedì 11 luglio, con le tombe delle due principesse risultate vuote, devo dire che il Vaticano ha fatto davvero una figuraccia davanti al mondo intero. Penso che in Vaticano ci sono due anime: una che lavora per arrivare alla verità su Emanuela e un’altra, più oscura, che invece sfrutta il caso per ricattare qualcuno e gettare fango sulla Santa Sede”.

Il fratello Pietro conclude così l’intervista: “La mia speranza è che questa guerra interna al Vaticano ci aiuti ad arrivare alla verità su Emanuela: perché molti in Vaticano sanno cosa è successo a mia sorella e magari un giorno qualcuno tirerà fuori la verità che va a colpire la parte avversa”.