Religiosi arrestati in USA: pregavano per i bimbi migranti imprigionati

ULTIMO AGGIORNAMENTO 15:58

Religiosi arrestati, USA

Alcuni religiosi arrestati in USA si era riuniti nel Senato Americano per opporsi al trattamento disumano inflitto ai piccoli migranti al sud degli Stati Uniti, per volere di Trump.

Tra tutti, sono finiti in manette suore (tra queste addirittura una novantenne e alcune settantenni), frati e sacerdoti. Questi sono stati schedati e poi rilasciati in serata, dopo essere stati rinviati all’autorità giudiziaria con l’accusa di intralcio di uno spazio pubblico. I manifestanti avevano infatti “occupato” l’atrio del Senato e disposti a croce seduti in terra, recitavano il Rosario.

Una situazione insostenibile nei centri di detenzione

Stando alla suora novantenne partecipante alla “Giornata cattolica di azione per i bambini immigrati”, e finita nella retata, i centri di detenzione degli immigrati sono un abominio. La donna ha detto “Queste persone sono fratelli e sorelle e sono parte della famiglia umana. Quanto accade al confine con il Messico è una situazione abominevole. I migranti vengono puniti perché il sistema dell’immigrazione non funziona, non esiste”.

Questa sorta di ribellione pacifica si è tenuta al Russell Senate Office Building, ove la polizia li ha arrestati per aver “bloccato un luogo pubblico”.

Da dove nasce la protesta

La ribellione di preghiera è sorta dopo che i religiosi arrestati sono venuti a conoscenze di un episodio immorale. Ovvero che alcuni minori migranti sono stati rinchiusi in celle di metallo alla frontiera fra Stati Uniti e Messico. A contorno di ciò era partita addirittura un’inchiesta da parte di alcuni avvocati che avevano raccolto testimonianze e lettere (scritte a mano) dei bambini imprigionati. Le notti umide e fredde trascorse sdraitati sul pavimento della cella, senza coperte o materassi, senza i genitori soprattutto. Cibo? Panini secchi, niente frutta o verdura fresca, latticini avariati che hanno provocato ai piccoli bocche piene di piaghe.

Aria fresca raramente, un paio di giorni a settimana in un cortile recintato, vietando loro di giocare o rincorrersi. Il tutto completato dalla tremenda paura per le reazioni delle guardie che puniscono i bambini chiudendo le celle a chiave, quando i piccoli chiedono straziati di poter andare ” da mamma e papà “.

Al collo dei religiosi castelli con su scritto: «Rispettiamo i bambini: mettiamo fine alla detenzione infantile». O ancora «Il Congresso deve smettere di finanziare questi centri, e l’Amministrazione deve interrompere queste pratiche atroci».