Esponente FdI: “Ammazzate gay, lesbiche e pedofili”. La Meloni si dissocia

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:23
Esponente Fdl: "Ammazzate gay e lesbiche"
(Getty Images)

Travolta dalle polemiche per la frase di Cannata contro gay e lesbiche, Giorgia Meloni si è ufficialmente dissociata da quelle affermazioni.

Il post di odio contro gli omosessuali pubblicato dal medico e vice presidente del consiglio comunale di Vercelli, Giuseppe Cannata, ha sollevato un vespaio sui social. Il politico, eletto con una lista civica associata a Fratelli d’Italia, ha commentato un post di Simone Pillon riguardante il Gay Pride con una frase a dir poco scioccante: “E questi schifosi ancora continuano imperterriti. Ammazzateli tutti ste lesbiche, gay e pedofili”.

Inevitabile che un così chiaro esempio di omofobia, in cui non solo si augura e suggerisce lo sterminio di tutti coloro abbiano orientamento sessuale differente da quello tradizionale, ma si associa persino l’omosessualità alla pedofilia. Numerosi i gruppi Facebook e gli esponenti politici che hanno chiesto un intervento della Meloni a giustificare un simile comportamento e la risposta della segretaria nazionale del partito non si è fatta attendere.

La Meloni si dissocia dalle frasi omofobe di Cannata: “Non ci rappresentano”

Giorgia Meloni ci ha tenuto a precisare in primo luogo che il suo partito ripugna un simile comportamento e se ne distacca: “Fratelli d’Italia prende le distanze dalle dichiarazioni del consigliere comunale di Vercelli Giuseppe Cannata, eletto tre mesi fa da indipendente nelle liste di FdI ma mai iscritto al movimento”. Quindi condanna le frasi che il vice presidente del Consiglio comunale di Vercelli ha pronunciato definendole: “Gravissime” e sottolineando come non rispecchino il pensiero di Fratelli d’Italia. Infine conclude attaccando chi, sopratutto il PD, aveva già condannato tutto il partito per quelle affermazioni: “Non accettiamo lezioni da nessuno, soprattutto dal Pd che non ha avuto nemmeno la decenza di prendere provvedimenti nei confronti di un suo sindaco agli arresti domiciliari perché coinvolto nello scandalo di Bibbiano“.