Caso di razzismo in treno, nuovo episodio su una Frecciabianca: aggredita una ragazza del Mali

Una ragazza di 23 anni, originaria del mali, è stata aggredita con frasi razziste da un addetto alle pulizie mentre si trovava a bordo di un Frecciabianca

Un nuovo caso di razzismo, che ha lasciato in stato di shock la vittima, si è verificato su un treno della Frecciabianca. A subire una violenta invettiva verbale è stata una ragazza di 23 originaria del Mali, aggredita appunto per via delle sue origini non italiane. L’aggressore è un uomo di quarant’anni che lavora sui treni come addetto alle pulizie: al momento dell’aggressione aveva addosso la pettorina del servizio di pulizia. L’uomo ha apostrofato la ragazza definendola “negra di m***a” e l’ha invitata a tornare al suo Paese.

Caso di razzismo sulla Frecciabianca, addetto alle pulizie insulta ragazza di 23 anni

Negra di m… Tornatene al tuo paese”, “Devi levarti da qui, schifosa, lascia il posto a chi paga il biglietto”, e poi ancora (in risposta agli appellativi di “razzista” e “fascista” lanciati al suo indirizzo dalla giovane) “Ma quale fascista. Zitta, negra, che c’avete tre strade e le abbiamo costruite noi nel ‘39”. Queste le parole, offensive e gravissime, con le quali un uomo di 40 anni- impiegato sui treni come addetto alle pulizie- ha aggredito una ragazza di 23 anni originaria del Mali. La ragazza stava viaggiando sulla Frecciabianca sulla quale l’uomo stava prestando servizio, quando si è vista raggiugere da questi epiteti offensivi, pronunciati con veemenza e ad alta voce. La scena si è svolta- come riportato da Tpi– nel disinteresse generale dei passeggeri, fino a quando qualcuno non è intervenuto per difendere la 23enne.

Caso di razzismo sulla Frecciabianca, l’aggressore costretto alle scuse

Quando pareva che la situazione stesse per degenerare e che l’uomo potesse mettere le mani addosso a Miluna (questo il nome della ragazza aggredita), un passeggero si è alzato e si è messo tra i due, allontanando il 40enne ormai preda di una rabbia cieca.  L’addetto alle pulizie, a quel punto, ha chiesto al nuovo interlocutore cose volesse. “Voglio, anzi pretendo, che non si permetta mai più di rivolgersi così a questa ragazza. Lei ha una divisa, rappresenta il treno, le ferrovie italiane, questo paese. Si vergogni e chieda scusa”. Debolissima la difesa dell’aggressore: “Lei mi ha dato del fascista…”. Il battibecco, a quel punto, aveva già richiamato l’attenzione del controllore e- per contro- anche del capotreno, avvertito dal collega. Intervenuto, il capotreno ha costretto il controllore a scusarsi con la ragazza a nome suo e di tutto il treno. Nessun provvedimento è stato preso.

Maria Mento