Carabiniere ucciso, raccolta fondi per la moglie di Mario Cerciello Rega: c’è chi non ci sta

Raccolta fondi per la moglie di Mario Cerciello RegaL’Arma dei Carabinieri ha creato una raccolta fondi per la moglie di Mario Cerciello Rega. La proposta, però, non è stata accolta in modo favorevole dagli utenti social che ritengono debba pensarci lo stato.

La marea di commenti di sostegno alla famiglia del carabiniere ucciso e di condanna ai colpevoli giunti in questi giorni, hanno in maniera teorica dimostrato che il popolo italiano è unito davanti alle ingiustizie e solidale con chi, nello svolgere la propria azione di vigilanza, cade vittima di manigoldi. Tutto questo patriottismo e questo giustizialismo cade una volta che viene chiesto di mettere la mano al portafogli.

Come fatto notare da ‘Next Quotidiano‘ ieri, infatti, il ministro dell’Interno Matteo Salvini ha condiviso la raccolta fondi istituita dall’Arma dei Carabinieri in favore della moglie di Mario Cerciello Rega. Si tratta di un modo per aiutare questa donna a sostenere delle spese, un omaggio da parte di chi capisce il dramma in cui sta vivendo che l’aiuti a passare attraverso il dolore di aver perso il suo sposo (si erano congiunti in nozze un paio di mesi fa) e riuscire, in parte, a voltare pagina.

I sostenitori di Salvini rifiutano di donare qualcosa alla vedova di Mario Cerciello Rega

A differenza del solito, la chiamata alle armi del ministro non è stata accolta con favore. Molti utenti hanno infatti fatto notare al Ministro che questa donazione “non gli piace” e che, come nel caso di migranti, onlus e ong, le donazioni vanno fatte a chi ha veramente bisogno. Questi utenti abituati a contestare le raccolte fondi per i bisognosi, hanno mostrato una certa coerenza con il loro pensiero, dimostrando anche che probabilmente il loro astio verso i migranti e le ong non è dovuto a razzismo, ma alla semplice cultura del sospetto che in questi anni  sta dilagando e che in passato è stata un’arma elettorale di Lega e Movimento 5 Stelle.

Il pensiero comune è che del sostentamento della vedova se ne debba occupare lo stato. C’è chi è convinto che alla moglie del povero Carabiniere ucciso spetti un’indennità ed una pensione a vita che sia già sufficiente a sostentarla (quando è possibile che a 35 anni non Mario non avesse raggiunto i requisiti). In questo clima di indifferenza e sospetto c’è anche chi sostiene che bisogna fare attenzione, poiché non è mica certo che le donazioni arrivino alla vedova: “le donazioni non arrivano alla famiglia”, scrive uno, a cui fa eco un altro: “anche perché di questi soldi la famiglia non so cosa vedrà”. Peccato, ed è palese che non se ne rendano conto, che la raccolta fondi è quella ufficiale dei Carabinieri e che le loro affermazioni sottintendano che sarebbero i militari stessi a non far pervenire il denaro alla vedova.

Insomma ci troviamo davanti ad un campionario di mancanza di generosità e sensibilità che si mischia a scetticismo, ignoranza e cattiveria. Qualcosa che abbiamo visto in centinaia di altre occasioni sul web, ma che si pensava potesse limitarsi esclusivamente a temi particolarmente invisi alla massa. Invece ormai si tratta di un fenomeno senza controllo che va a mode, quella attuale è citare Bibbiano (ed anche qui qualcuno ha delle responsabilità) come giustificazione per annullare qualsiasi altro torto e come metro di paragone di ogni ingiustizia: “Una donazione per le famiglie di Bibbiano e per le altre nelle stesse situazioni?”, chiede  infatti uno dei polemici commentatori per poi aggiungere: “Mi sembra inutile e mi sembra solo una provocazione”.