Omicidio Mario Cerciello Rega, i carabinieri erano in strada un’ora prima della chiamata

Omicidio Mario Cerciello RegaIn queste ore sono emersi ulteriori dettagli su quanto successo prima e durante la colluttazione che ha portato alla morte di Mario Cerciello Rega. Dall’ordinanza del Gip, ad esempio, si scopre che i due militari erano in giro prima della chiamata.

Continua ad essere poco chiara la ricostruzione della dinamica dell’omicidio di Mario Cerciello Rega. Molti quotidiani, tra i quali anche il Corriere della Sera, hanno fatto notare come ci siano dei buchi nella versione fornita finora. Tra i dubbi c’è il perché manchino le immagini dell’incontro tra i carabinieri ed i due ragazzi americani, come facevano ad avere un’arma di uso militare (l’arma del delitto è un coltello di 18 cm) e per quale motivo l’imputato sostiene che i due carabinieri in borghese non si fossero dichiarati.

Omicidio Mario Cerciello Rega, perché i carabinieri erano in strada prima della chiamata?

Un aspetto interessante della ricostruzione fornita da Varriale, il collega che era con Mario Cerciello Rega prima e durante l’aggressione subita, riguarda il fatto che una pattuglia era già sul luogo alla ricerca di un soggetto che si era rifiutato di identificarsi dandosi successivamente alla fuga: “Dall’annotazione del carabiniere Varriale emerge che poco tempo prima di ricevere l’incarico di effettuare l’operazione in abiti civili, alle ore 1,19, era intervenuto in piazza Mastai su ordine del maresciallo Pasquale Sansone che gli riferiva di trovarsi sul posto insieme ad altri operanti per la ricerca di un soggetto che si era sottratto all’identificazione dandosi alla fuga dopo aver consegnato ai militari un involucro di colore bianco contenente una compressa di tachipirina”.

La seconda parte della deposizione del carabiniere riguarda le fasi dell’identificazione e quelle della colluttazione. Infine nell’ordinanza viene specificato che porre in stato d’arresto i due coimputati in concorso in omicidio era reso necessario da due fattori: “le modalità e circostanze del fatto e in particolare la disponibilità di armi di elevata potenzialità offensiva”. Secondo il giudice i due non avevano intenzioni di confessare l’aggressione ed anzi avrebbero cercato di far perdere le proprie tracce.