Il carabiniere ucciso a Roma aveva “dimenticato” la pistola. Per gli inquirenti servono approfondimenti

carabiniere romaIl carabiniere ucciso a Roma era in servizio ma senza pistola perchè l’aveva “dimenticata”.

E’ quanto riferito dal comandante provinciale dei carabinieri di Roma, Francesco Gargaro, in merito a quanto accaduto in via Pietro Cossa, nel quartiere Prati.

Nel corso della conferenza stampa, a quattro giorni di distanza dall’assassinio di Mario Cerciello Rega e dal successivo arresto degli americani Christian Gabriel Natale Hjort e Finnegan Lee Elder, Gargaro ha reso noto alcuni particolari importanti sulla vicenda assieme al procuratore facente funzioni di Roma, Michele Prestipino, e al procuratore aggiunto, Nunzia D’Elia.

Come riportato dal quotidiano “La Repubblica”, il comandante provinciale dei carabinieri di Roma ha espresso tutto il disappunto e il dispiacere “per le ombre e i presunti misteri sollevati e diffusi in merito a questa vicenda”.

Aspetti della vicenda “devono essere approfonditi”

Gargaro ha poi tenuto a ribadire che la ricostruzione dei fatti che hanno portato alla morte del carabiniere “ha dimostrato la correttezza e la regolarità dell’intervento”.

Tuttavia, secondo il procuratore Prestipino, ci sono alcuni aspetti della vicenda “che devono essere ancora approfonditi”. Prestipino, nel corso della conferenza stampa, ha assicurato che gli accertamenti su quanto accaduto in via Pietro Cossa “saranno condotti dal mio ufficio con scrupolo e tempestività”.

Prestipino ha voluto sgombrare il campo da ogni illazione anche in merito all’ormai famosissima foto che ritrae Natale Hjorth ammanettato e bendato in un ufficio del Reparto investigativo dei carabinieri di via In Selci: “Entrambi sono stati interrogati nel pieno rispetto della legge”.