Omicidio Mario Cerciello Rega, i due indagati trasferiti a Regina Coeli: per loro fine dell’isolamento

Elder Finnegan Lee e Christian Gabriel Natale Hjorth, i due responsabili della morte di Mario Cerciello Rega, sono stati trasferiti nel carcere di Regina Coeli e non sono più in isolamento

I due giovani americani responsabili dell’omicidio del vicebrigadiere Mario Cerciello Rega si trovano attualmente reclusi nel carcere romano di Regina Coeli. Inizialmente incarcerati in regime di isolamento, da domenica i due sono stati trasferiti in due celle diverse. Entrambi hanno un compagno di cella più grande e straniero, e pare che i due stiano iniziando a rompere il ghiaccio e a fare amicizia. I racconti che arrivano dal carcere ci mostrano due punti di vista diversi della stessa vicenda: da un lato ci sono gli avvocati dei ragazzi, che parlano dei loro assistiti come di persone molto provate, e dall’altro ci sono le parole di chi lavora in quel carcere, che invece li ha definiti quasi indifferenti nei confronti di ciò che è successo. Il racconto di Fabrizio Caccia per il Corriere della Sera.

I responsabili della morte di Mario Cerciello Rega sono in carcere, la situazione attuale

Elder Finnegan Lee e Christian Gabriel Natale Hjorth ora si trovano nella settima sezione del carcere romano di Regina Coeli. Dopo i terribili fatti che hanno portato all’uccisione del vicebrigadiere Cerciello Rega, il fermo e i primi interrogatori, i due ragazzi americani fermati sono stati trasferiti in carcere. Qui, dopo un iniziale momento vissuto in isolamento, i due sono stati trasferiti in due celle che si trovano negli spazi dove si trovano tutti gli altri detenuti. Non possono interagire tra loro e per questo le loro celle si trovano su due piani differenti del carcere, ognuno dei due ha un proprio compagno di cella e a entrambi è concesso di uscire per l’ora d’aria ma in momenti diversi della giornata. A nessuno dei due sono stati fatti mancare sostegno psicologico e sorveglianza continua, atta a scongiurare eventuali gesti inconsulti, ed è stata loro data la possibilità di parlare con agenti che parlano in lingua inglese. Questa la situazione attuale dei due detenuti, i cui comportamenti vengono descritti diversamente dagli agenti e dai loro legali. Se gli avvocati Emiliano Sisinni e Francesco Codini li hanno definiti “molto provati”, il racconto di chi lavora a Regina Coeli è stato differente.

I responsabili della morte di Mario Cerciello Rega sono in carcere, gli operatori parlano di “indifferenza”

Il racconto di chi lavora all’interno della casa circondariale e ha avuto modo di avere contatti con i due rimanda a un quadro di totale indifferenza: “Con noi non comunicano. Eppure l’ inglese lo parliamo bene. Non ci dicono nemmeno “thank you” dopo che hanno finito di fare colazione, pranzo e cena. E sì che l’ appetito ce l’ hanno! E così mangiano, dormono e vedono la televisione tutto il giorno come se non fosse successo niente. Non appaiono per nulla preoccupati, sembrano piuttosto indifferenti, sarà pure per la loro giovane età. Certo due molto strutturati, proprio non ce l’ aspettavamo…”. Non ci sono stati problemi nemmeno con gli altri detenuti. I rappresentati di Consolato e Ambasciata americana si sono già recati in carcere per raccogliere eventuali richieste dei due giovani americani. Probabilmente avverrà in questa stessa settimana la visita del Console, che li incontrerà di persona.

 

Maria Mento