Strage di Bologna, 39 anni fa oggi esplodeva la bomba che ha tolto la vita a 85 persone: il ricordo

2 agosto 1980- 2 agosto 2019: 39 anni dopo, le commemorazioni per la strage di Bologna, nella quale persero la vita 85 persone e altre 200 rimasero ferite. E un appello per la verità

Un appello per la verità quello che, univocamente, è arrivato dalle istituzioni nel 39esimo anniversario della Strage di Bologna. Il 2 agosto del 1980 un ordigno esplosivo, piazzato alla stazione ferroviaria di Bologna Centrale, esplodeva uccidendo 85 persone e ferendone– anche in maniera grave- altre 200. È stato l’attentato più sanguinoso che, insieme a quello di Piazza Fontana (12 dicembre 1969), conoscerà l’Italia degli “Anni di piombo”. A distanza di quasi 40 anni, non si conoscono ancora i nomi dei mandanti. “Il perdono richiede verità”, ha detto l’arcivescovo di Bologna Matteo Zuppi.  Un pensiero con il quale si sono allineati i protagonisti della politica. Il ricordo e il dovere dello Stato nelle parole di Sergio Mattarella, Alfonso Bonafede, Luigi Di Maio.

Strage di Bologna, Sergio Mattarella: la necessità della verità per l’affermazione totale della giustizia

La giustizia è riuscita a individuare chi fisicamente abbia compiuto la Strage di Bologna, in quel tragico 2 agosto del 1980, ma non chi sia stato a  ordinare l’attentato che ha ucciso 85 persone e ne ha coinvolte altre 200 ferendole (alcune anche in maniera molto grave). E per quanto sia stato meritorio e importante assicurare alla giustizia gli esecutori materiali di un attentato di così grave portata, questo non basta. Per affermare la vittoria della giustizia si dovrà arrivare anche al nome dei mandanti. La necessità della verità a 360°: questo il pensiero espresso oggi dagli uomini che rappresentano lo Stato, in occasione del 39esimo anniversario della strage di Bologna. A cominciare dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che in parte del suo ricordo dedicato alla strage si è così espresso: “Le istituzioni, grazie all’opera meritoria dei suoi uomini, sono riuscite a definire una verità giudiziaria, giungendo alla condanna degli esecutori e portando alla luce la matrice neofascista dei terroristi. L’impegno profuso non è riuscito, tuttavia, a eliminare le zone d’ombra che persistono sugli ideatori dell’attentato. È una verità che dovrà essere interamente conquistata, per rendere completa l’affermazione della giustizia“.

Strage di Bologna, parlano il sindaco di Bologna e Luigi Di Maio

Il sindaco di Bologna, Virginio Merola, ha detto che l’afflusso di gente, in costante aumento ogni anno nel giorno della commemorazione, dà la forza per continuare a chiedere verità e giustizia. “Noi non ci faremo depistare -ha successivamente detto dal palco in stazione alle centinaia di partecipanti che hanno osservato il tradizonale intenso minuto di silenzio alle 10.25 – Come comunità bolognese ogni anno aggiungiamo il nostro impegno civico perciò lasciatemi fare una domanda che mi viene dal cuore: dove la trovate una città così? Persone che dopo 39 anni si ritrovano per senso civico. Ma Bologna non vuole più essere eccezione,  ci piacerebbe che ricerca verità e giustizia fosse la regola in tutta Italia“, ha detto sempre il primo cittadino in Consiglio comunale. Luigi di Maio ha espresso la sua vicinanza ai familiari delle vittime e lo ha fatto con un tweet: “Speriamo di arrivare ai mandanti. La Politica ha il dovere di dare risposte ai familiari delle vittime della strage di Bologna. 85 vite spezzate che chiedono giustizia. Basta silenzi e misteri, mettiamo in campo tutti gli strumenti per la verità. #2agosto“.

Strage di Bologna, presente anche il Ministro della Giustizia Bonafede

“(…) La ricerca dei colpevoli, dei mandanti, non è finita . Quelle lancette immobili da 39 anni segnano il tempo della memoria. Lo Stato deve ringraziare ogni giorno chi tiene accesa la speranza, e deve assumersi la responsabilità di tutte le volte che non è stato capace di squarciare il velo del silenzio e dell’oblio. Più volte sono stato ringraziato per la mia presenza qui, ma la mia presenza qui è doverosa e non è niente di speciale. È speciale invece il fatto che voi mi permettiate di essere qui nonostante la negligenza decennale dello stato rispetto alla strage che ha colpito i vostri cari. Il sacrificio di vittime innocenti è un lutto per lo Stato, oltre che per le famiglie: oggi siamo tenuti ad andare fino in fondo per scoprire gli snodi degli eventi, i collegamenti, i fatti. Lo Stato deve unire i tasselli perché oggi purtroppo ce ne sono ancora di mancanti nella strage di Bologna“. Così il Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, presente fisicamente a Bologna per le commemorazioni. Per lui “il diritto di sapere è un diritto inalienabile di civiltà”.

Maria Mento