Jerry Calà torna sulla polemica con la dirigente PD: “Voglio le scuse”

Jerry CalàJerry Calà è tornato a parlare degli insulti ricevuti da una dirigente del PD ed ha chiesto alla responsabile delle scuse pubbliche.

Circa una settimana fa Jerry Calà è stato duramente attaccato da una dirigente del PD per il contenuto di un’intervista sulla sua carriera. Il comico aveva detto che forse la sua lontananza dal grande schermo era dovuta all’appartenenza politica dei registi di oggi. Letta l’intervista, la dirigente del PD ha scritto sui propri profili social che la vera ragione di questa assenza era dovuta ad una mancanza di talento, aggiungendo insulti personali e pesanti.

Proprio gli insulti ai danni del comico hanno portato gli utenti social ad attaccare la donna, ripagandola con la stessa moneta. In quella occasione Jerry Calà si è limitato a dire che gli sembrava ingiusto essere insultato in quel modo, ma che non voleva più parlare della questione, mentre lei si è scusata per le parole utilizzate ma ha ribadito che il suo pensiero sull’attore comico era quello previamente espresso.

Jerry Calà pretende le scuse

In un video pubblicato recentemente su Facebook, Jerry Calà è tornato a parlare della querelle smentendo le parole che la dirigente avrebbe pronunciato nel corso di un’intervista radiofonica: “Questa signora continua a dire e scrivere delle falsità. Dice di aver chiarito con me, ma chiarito cosa? Io non l’ho mai conosciuta questa signora né prima né dopo questo fatto, cioè non ho avuto nessun contatto”.

Continuando la sua spiegazione, Jerry aggiunge: “L’unico contatto lei lo ha avuto con il mio agente. Lo ha chiamato spaventata quando ha capito che lo stesso odio che lei voleva scatenare contro di me le si è ritorto contro, da parte di persone che volevano difendermi perché mia aveva insultato pesantemente e gratuitamente”.

Dopo aver ribadito che parla senza cognizione di causa, ignorando che negli ultimi 30 anni ha lavorato in migliaia di spettacoli teatrali ed anche in una decina di film, Jerry conclude invitandola a porgere delle scuse sincere: “Adesso basta però. Guardi che io ho 90 giorni per decidere cosa fare, ma sono una brava persona. Mi basterebbe che lei facesse delle pubbliche scuse, ma vere e non dicendo tutte quelle falsità”.