Ambasciata USA tratta con l’Italia: uno scambio di prigionieri per il ritorno degli assassini del Carabiniere

Ambasciata USA tratta con l'Italia

L’Ambasciata USA tratta con l’Italia un possibile scambio di prigionieri. L’idea sarebbe quella di riavere Lee Elder Finnegan e Gabriel Christian Natale Hjorth, per restituire in cambio l’italiano Chico Forti. O ancora, stando a come racconta il Giornale, l’America chiede di riavere i due stupratori di gruppo Jerelle Lamarcus Gray, 22 anni, e Darius Montre McCullough, 21 anni, sempre in cambio del velista vicentino.

L’Ambasciata tratta con l’Italia: forse gli assassini sconteranno la pena nel loro Paese

L’idea sarebbe che, i due studenti americani accusati di aver assassinato il vicebrigadiere dei carabinieri Mario Cerciello Rega dopo la condanna definitiva vadano a scontare la pena negli Stati Uniti. O almeno questo è quanto stanno considerando le due ambasciate.

In fondo è risaputo che l’America consideri la giustizia italiana troppo superficiale e nulla affatto punitiva per cui è sempre stata restia all’estradizione di alcuni carcerati italiani. Anzi proprio PWR questo non hanno mai voluto rispedire Forti in Italia.

L’accusa verso Chico Forti

L’avvocato Giuliano Valer, vicepresidente della Camera penale di Trento ha spiegato che “I due americani potrebbero scontare la pena eventuale in un penitenziario statunitense, viceversa Forti si farebbe l’ergastolo in una nostra prigione anziché nell’istituto di massima sicurezza, il Dade Correctional, in Florida”.

Forti, campione italiano di vela, vincitore di sei campionati del mondo di windsurf (con Robby Naish alle Hawaii è stato l’ideatore del looping con la tavola), nonché produttore televisivo, sta scontando la sua pena con l’accusa di aver assassinato la moglie. Il campione fu a suo tempo arrestato e condannato per omicidio in un breve lasso di tempo di soli 24 giorni. L’uomo, che sta pagando il «fine pena mai» dal 2000, si è sempre detto innocente, sostenendo di esser stato una vittima di errore giudiziario. Non a caso da un po’ di tempo è nato un movimento di opinione che pretende la revisione del processo. Tuttavia gli americani non hanno mai voluto riaprire il caso né rimandarlo in Italia.