Sgarbi accusato di aver autenticato opere false, il critico rischia il processo

Sgarbi accusato di aver autenticato opere falseVittorio Sgarbi rischia di finire sotto processo con l’accusa di autenticazione di opere d’arte fasulle attribuite a Gino de Dominicis , i fatti risalgono al 2014 ma l’indagine si è conclusa da poco.

Il noto critico d’arte Vittorio Sgarbi rischia di finire sotto processo con l’accusa di aver autenticato delle opere false, attribuite a Gino de Dominicis. Nel 2014, infatti, il critico era a capo dell’associazione dedicata al pittore scomparso nel 1998 e proprio quell’anno i Carabinieri del nucleo Tutela per il Patrimonio Artistico sequestrano una serie di presunte opere in tutta Italia.

Sgarbi viene a conoscenza di quanto successo e perde le staffe sostenendo che i Carabinieri hanno commesso un grosso errore, anche perché una buona parte di quelle autenticazioni portano la sua firma. In un’intercettazione telefonica di quel giorno, riportata da ‘Il Fatto Quotidiano‘, si legge la comunicazione che il critico ebbe con la compagna: “Potrebbero venire anche a casa eh! Non è escluso, mettilo non so che facciamo mettilo in cantina, roba da pazzi! Hanno sequestrato un Trittico dove gli ho fatto un libro io, pensa ma io ho chiamato, non so, adesso vado dal ministro della Difesa e mi faccio, non si sa come fare a resistere a questi ignoranti, incapaci, delinquenti”.

Sgarbi rischia il processo

Nel 2018 vengono arrestate due persone accusate di aver contraffatto, fatto autenticare illecitamente e venduto delle opere contraffatte e attribuite a molti artisti contemporanei tra i quali ovviamente de Dominicis. Altre 21 sono indagate con l’accusa di aver partecipato in vario modo alla diffusione dei falsi. Tra queste c’è anche Sgarbi, il quale ha firmato 119 delle 170 autenticazioni riguardanti opere ritenute fasulle.

Nei giorni scorsi l’indagine si è conclusa e Sgarbi potrebbe finire sotto processo. A favore degli inquirenti ci sarebbero non solo le intercettazioni ma anche alcune prove visive, tra queste  un incontro tra lui e Marta Massaioli. Secondo quanto si legge nell’ordinanza del giudice: “L’operazione di expertise è avvenuta senza una visione diretta delle opere, ma al massimo attraverso una riproduzione fotografica delle medesime, in maniera del tutto inusuale, ovvero nella hall dell’albergo, con la Massaioli Marta seduta in ginocchio di fronte Sgarbi Vittorio, il quale firma le schede delle opere che di volta in volta vengono estratte dal raccoglitore dalla Massaioli”.