Donna con le doglie sale sull’autobus senza biglietto, il controllore la multa e la fa scendere

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:35

controllore la multa e la fa scendereUna donna che stava per partorire è salita su un autobus senza biglietto, il controllore l’ha multata e, incurante delle sue condizioni di salute, l’ha costretta a scendere dal mezzo.

Federica, donna di 28 anni alla 40esima settimana di gravidanza, stava passeggiando per una delle vie di Napoli quando avverte una fitta allo stomaco. La giovane mamma sa che potrebbe trattarsi dell’inizio delle doglie, ma prova a continuare a camminare, poi come un miraggio arriva l‘autobus 604, quello che la porterebbe davanti all’ingresso dell’ospedale Cardarelli.

Federica coglie l’occasione al balzo e con estrema fatica sale sul mezzo e si mette a sedere, nella speranza che la figlia non decida di nascere proprio in quel momento. La bimba resiste, ma l’imprevisto si presenta sotto un’altra forma, il controllore. L’ufficiale le chiede il biglietto, ma Federica non ha fatto in tempo a prenderlo ed è costretta a dirgli che non n’è provvista.

Donna con le doglie sull’autobus senza biglietto: multata e cacciata dal mezzo

Accettata la multa, la donna spiega al controllore che se si trova senza biglietto è solo perché ha avvertito un forte dolore e potrebbe partorire da un momento all’altro. L’unico suo obbiettivo è dunque quello di giungere in ospedale per mettere al sicuro la vita sua e quella della figlia. L’uomo però non vuole sentire ragioni e la costringe a scendere dal mezzo. Per 20 minuti la donna cammina in direzione dell’ospedale, correndo il rischio di sentirsi male, ma per fortuna va tutto per il meglio e la bimba nasce sana.

Dopo essersi ripresa, Federica ha deciso di contestare la multa, allegando al ricorso l’ammissione in ospedale (ore 11:48), registrata solo 28 minuti dopo aver ricevuto la multa. Ciò nonostante il Comune ha rigettato il ricorso motivandolo, come si legge su ‘Repubblica‘, in questo modo: “All’atto del controllo lei si trovava a bordo di un nostro mezzo sprovvista di valido titolo di viaggio. Le circostanze non possono essere motivo di annullamento del verbale”.

Le scuse dell’azienda dei trasporti alla donna partoriente

Una volta emersa questa storia assurda, grazie alla denuncia pubblicata da ‘Repubblica’, l’Anm, Azienda napoletana Mobilità, ha pubblicato un comunicato con il quale si scusa per il trattamento riservato: “In merito al caso della signora Federica, l’Anm intende porgere pubblicamente le proprie scuse”. Sulla questione è stato sentito anche l’amministratore delegato dell’azienda, il quale ha dichiarato: “Gli errori possono capitare e in questo caso si è verificato un evidente eccesso di zelo nei confronti della signora, che andava invece aiutata e confortata. Sarà mia personale cura riprendere e riesaminare la pratica del suo ricorso che è stata trattata in modo troppo burocratico. Intanto alla signora e alla sua famiglia esprimo le nostre più vive scuse e le felicitazioni per la nascita del piccolo”.