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E’ rottura tra Lega e M5S, Salvini: “Non mi dimetto, governo con Pd sarebbe sconfitta per l’Italia”

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matteo salvini

La porta del dialogo tra Lega e M5S sembra essere ormai definitivamente chiusa. Dalla Versilia Salvini conferma l’intenzione di non dimettersi e attacca il Pd

Salvini pronto al tutto per tutto a poche ore dal voto per la sfiducia al presidente del Consiglio. Dalla Versilia il ministro e leader della Lega ha sottolineato, ancora una volta, che o si trova la quadra con il Movimento 5 Stelle o l’alternativa è solo il voto mentre dal canto suo Di Maio ha annunciato il taglio dei parlamentari tra quattro giorni, con il movimento 5 stelle che, in un post pubblicato sul blog delle Stelle, ha accusato Salvini, senza mezzi termini, di aver mandato in fumo le speranze delle giovani bittime del Sistema Bibbiano. “Che coraggio, Salvini. E per giunta su un tema delicato e tragico come i presunti affidi illeciti di Bibbiano”, si lege nel post poche ore prima che Salvini, intervenendo al festival di Marina di Pietrasanta, dichiarasse: “La via maestra sarebbe il voto, invece siamo in mano a una trentina di renziani. Senatori di un pezzo del Pd che sanno benissimo che se andiamo a votare non li voterebbe nessuno. Ho fatto venire a galla in questi giorni che per qualcuno la poltrona vale seimila volte di più della democrazia. Un governo degli sconfitti M5S-Pd – ha poi aggiunto – sarebbe una truffa per l’Italia e gli italiani. Una cosa allargata a Forza Italia? Roba da marziani. Dovranno passare sul mio corpo. Chi ha paura del popolo ha la coscienza sporca perché non ha lavorato bene. Qualcuno vuole andare al governo per terminare l’opera di svendita delle aziende italiane alle multinazionali straniere”.

Salvini, “Conte è ancora il mio presidente del Consiglio”

Salvini ha poi sottolineato, in merito al 20 agosto, di voler ascoltare senza pregiudizi le parole del presidente del Consiglio: “Certo – ha specificato – se il mood è quello delle scorse settimane, allora la via maestra è chiara. In questi giorni abbiamo un rapporto epistolare, ma è ancora il mio presidente del Consiglio. Magari martedì mi stupisce. Se mi dice applichiamo la flat tax domattina… Le mie dimissioni? Non do la soddisfazione a compagni di lasciare il ministero dell’Interno. Difenderò l’Italia e i suoi confini con le unghie e con i denti. Non mi stupirei se, nei prossimi giorni, ricevessi una richiesta di processo”. Dicendosi pronto ad andare avanti a testa alta.

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