Adesca modella, la uccide e la fa a pezzi: così è morta Ekaterina Karaglanova

ULTIMO AGGIORNAMENTO 13:44

Ekaterina Karaglanova, 24enne studentessa e modella, è stata attirata in trappola con la scusa di firmare un contratto lavorativo. Arrivata all’appuntamento, ha trovato ad aspettarla l’uomo che invece l’avrebbe uccisa

Una vita ancora tutta da vivere stroncata, in Russia, da un assurdo omicidio. Lei si chiamava Ekaterina Karaglanova, aveva 24 anni e studiava Medicina, ottenendo anche ottimi risultati. Nel frattempo, nell’attesa di riuscire a diventare medico come sognava, la giovane si dava da fare sfruttando la sua bellezza nel campo della moda. Occupazione che, invece di fruttarle degli altri guadagni, le è costata la vita. Contattata da Maksim Gareyev (33 anni), un uomo che diceva di poterle offrire la firma di un contratto, Ekaterina si è recata a sua insaputa all’appuntamento con un assassino. Non c’era alcun contratto da firmare: la ragazza è stata uccisa, dopo l’adescamento, fatta a pezzi e il suo corpo è stato nascosto in una valigia. L’assassino, è stato fermato e ha confessato tutto. È una vicenda che risale alla fine del mese scorso, ma in questi giorni la notizia è stata rilanciata dal settimanale Di più.

Adesca modella, la uccide e la fa a pezzi, lo sconvolgente omicidio in Russia

Un omicidio, terribile, che un uomo di 33 anni ha commesso in Russia ai danni della studentessa e modella Ekaterina Karaglanova (24 anni). Questi fatti si sono svolti sul finire di luglio 2019. Ekaterina, studentessa di Medicina, lavorava tramite internet sfruttando la sua immagine. Per lei un nutrito seguito su Instagram (più di 100mila seguaci) che le consentiva di venire contattata dalle aziende per sponsorizzare i loro prodotti e stipulare contratti con loro. Tra le persone che la tenevano d’occhio c’era per anche Maksim Gareyev, un uomo di 33 anni che ultimamente era divenuto talmente ossessionato dalla bellezza della ragazza da volerla incontrare a tutti i costi. Così, Gareyev- dopo settimane trascorse nel tentativo di studiare un piano- ha pensato di contattare Ekaterina Kaglanova, attirandola in una trappola. L’uomo ha infatti finto di essere il membro di una società che voleva stipulare con lei un contratto per la sponsorizzazione di alcuni prodotti. La 24enne ha accettato di incontrarlo e di recarsi a casa sua: quando ha capito che non si trattava di un investitore, ha cercato di andare via. Senza riuscirci.

Adesca modella, la uccide e la fa a pezzi, l’allarme lanciato dai genitori della 24enne

Ekaterina Karaglanova deve aver compreso, dai discorsi fatti dal suo presunto futuro datore di lavoro, di trovarsi di fronte a un imbroglione e così gli ha detto di lasciarla perdere e forse, innervositasi, lo ha anche additato come uno spiantato. Nel sentire quelle frasi, il 33enne è stato colto da una rabbia cieca che è sfociata nell’omicidio, e poi nello smembramento del corpo, nascosto all’interno di una valigia.

A dare l’allarme, lo scorso 28 luglio, la famiglia di Ekaterina che non riusciva più a mettersi in contatto con lei. I suoi genitori hanno ottenuto dal suo padrone di casa di poter entrar nell’appartamento che la ragazza aveva da poco affittato a Mosca. Vicino all’ingresso hanno trovato la borsa incriminata. Dentro la valigia c’era il corpo senza vita di Ekaterina, stroncata da diverse coltellate (di cui due al petto) e fatta a pezzi: la coltellata fatale l’ha sgozzata. Il piccolo trolley era stato portato a casa di Ekaterina dallo stesso assassino, che però vi ha lasciato su le sue impronte digitali.

La Polizia russa ha provveduto a fermare il 33enne omicida poche ore dopo la denuncia della famiglia, rintracciandolo nel pieno centro di Mosca. L’uomo aveva già dei precedenti, e quindi le sue impronte erano già state schedate. “Mi ha insultato più volte, ha offeso la mia virilità e mi ha offeso riguardo alle mie possibilità finanziarie: questo il tenore delle dichiarazioni di difesa che Maksim Gareyev, poco dopo il suo arresto, ha rilasciato alla Polizia russa. Maksim Gareyev rischia ora la condanna all’ergastolo.

Maria Mento