ESCLUSIVA Senatrice Rauti (Fratelli d’Italia): “Alleanza purtroppo possibile tra 5 Stelle e PD, i grillini negano agli italiani di tornare a votare”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:27

Rauti

Intervista alla Senatrice Rauti

Buongiorno Senatrice Rauti, come commenta le recenti dichiarazioni di Di Maio secondo cui Matteo Salvini sarebbe disperato e di non essere in cerca di nuove alleanze?

L’alleanza di governo gialloverde, che ‘FdI’ ha contestato fin dalla sua nascita considerandola contraddittoria e politicamente contro natura, ci ha “abituati” ad un crescendo di accuse reciproche; mentre si continuava ad affermare “dureremo fino a fine legislatura“, si insultavano e sfiduciavano a vicenda ogni giorno con il culmine raggiunto durante la campagna elettorale per le Europee. Infatti dopo questa, alla luce anche dei risultati che vedevano nel Paese una maggioranza diversa (anzi quasi esattamente opposta nei numeri) da quella di governo, bisognava staccare la spina al governo ‘M5S’ e ‘Lega’. Invece ci si è voluti trascinare fino a dove e come abbiamo visto, compreso quanto accaduto in Aula il giorno delle tardive dimissioni del Presidente Conte, che nella sua “arringa” ha dedicato più spazio a criticare il ministro Salvini sul piano politico e su quello personale, piuttosto che raccontare l’azione di Governo. In complesso un brutto spettacolo teatrale che l’Italia non merita. Il livello di insulti dimostra solo il prevalere dei risentimenti personali e l’inconsistenza e la contraddittorietà di un “contratto di governo”. Gli unici patti che contano sono quelli che si fanno con i propri elettori prima delle campagne elettorali e sono quelli che andrebbero rispettati.

La Senatrice Rauti sulla spaccatura tra Salvini e Di Maio e le nuove alleanze di governo

A suo parere è davvero possibile una presunta unione tra il ‘Movimento 5 Stelle’ e il ‘Partito Democratico’?

Nel merito politico e sul piano della coerenza politica giudico l’ipotesi spettrale e assurda. Ma purtroppo devo dire che vedo questa alleanza molto possibile,  considerato il  metodo  spregiudicato che caratterizza l’agire politico del ‘M5S’. Io ricordo infatti quando dicevano che non si sarebbero mai alleati con nessuno e che dalla piazza dei ”vaffa” arrivavano in Parlamento per aprirlo come una scatoletta di tonno! Un governo giallorosso non può avere un autentico programma condiviso in grado di rispondere alle reali esigenze del Paese, perché tutte le sfide più importanti vedono i due partiti  distanti tra loro e contrapposti, dalle infrastrutture alle ricette economiche, dalle politiche occupazionali a quelle sociali, passando attraverso il famoso taglio del numero dei parlamentari . Senza considerare che i cinque punti posti dal segretario Zingaretti sono generici e vaghi. Unico collante: la paura delle urne e l’attrazione per il potere e l’attaccamento alle poltrone, che i ‘5 Stelle’ vogliono mantenere e il ‘Pd’ tornare ad occuparle. Fino a ieri si sono azzuffati su questioni sostanziali ed oggi per trovare un accordo (inciucio) poltronista annacquano le loro posizioni perché un’intesa tra loro è possibile solo se al ribasso per entrambe. Insomma è la vittoria dell’antipolitica sulla politica ed è paradossale che ciò avvenga proprio con i ‘5S’, oramai “grilli parlanti“ che hanno tradito le stesse ragioni per cui sono nati e che oggi negano agli Italiani il diritto di tornare al voto.

Simone Ciloni

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