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Attentato davanti al Palazzo Vescovile, boato e paura: almeno tre feriti

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Un uomo ha posizionato una scatola contenente bombolette di gas davanti al Palazzo Vescovile di Avellino, un’esplosione tremenda

Un boato tremendo, poi le urla. Hanno vissuto momenti di terrore le persone che si trovavano nei pressi del Palazzo Vescovile in piazza Libertà ad Avellino. Sede di un vero e proprio attentato, la matrice terroristica è stata esclusa poco dopo, compiuto utilizzando una scatola contenente bombolette di gas avvolte da cartone e ovatta, posizionata proprio di fronte al portone di ingresso. L’esplosione è stata udita anche a centinaia di metri di distanza e, stando ad un primo bilancio, almeno tre persone sarebbero rimaste ferite. Tra loro vi sono Carlo Mele, Direttore della Caritas Diocesana, ed un vigile urbano, entrambe ustionati e che hanno riportato ferite non gravi; si apprende invece che al momento dell’esplosione il Vescovo Monsignor Arturo Aiello si trovava in sede.

Attentato Avellino, esclusa la pista terroristica

“Ho saputo della deflagrazione dell’ordigno rudimentale avvenuto nei pressi del Palazzo Vescovile di Avellino – ha dichiarato il sottosegretario Sibilia che ha escluso la pista terroristica – Ringrazio la Polizia Locale e la Questura che ho avuto modo di sentire: sono a lavoro per stabilire la responsabilità dell’accaduto. Mi auguro che non ci siano feriti gravi. La cosa importante è poter decisamente escludere pericoli legati a piste terroristiche. C’è il massimo dell’attenzione. Il mio pensiero va anche al Vescovo per questi momenti convulsi: a lui un abbraccio caloroso”.

L’autore dell’attentato avrebbe tentato di fuggire subito dopo la deflagrazione ma un agente della Municipale, aiutato da un passante, sarebbe riuscito a fermarlo e ad arrestarlo. Secondo quanto si apprende si tratterebbe di un uomo della provincia di Salerno e residente nell’hinterland di Avellino, disoccupato: potrebbe aver agito a seguito di un raptus legato a possibili disagi di tipo psichico. L’area è stata interamente transennata e messa in sicurezza dai vigili del fuoco per i rischi legati al pacco bomba dal momento che alcune bombolette non sono esplose. Le indagini sono state avviate dalla Polizia di Stato, supportata dalla Scientifica.

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