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Rassegna Stampa | Titoli principali quotidiani del 23 agosto 2019

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Le principali notizie riportate sulle prime pagine dei cinque quotidiani più venduti in Italia.

 

Corriere della Sera

“Cinque giorni per l’accordo”

La crisi e le consultazioni

Strigliata di Mattarella: siate rapidi e chiari. Pd-M5S, si tratta tra le tensioni

La comunicazione del Presidente Sergio Mattarella alla fine, ieri, delle consultazioni.

Con le dimissioni presentate dal Presidente Conte, che ringrazio con i Ministri per l’opera prestata, si è aperta la crisi di governo, con una dichiarata rottura polemica del rapporto tra i due partiti che componevano la maggioranza parlamentare. La crisi va risolta all’insegna di decisioni chiare e in tempi brevi. Lo richiede l’esigenza di governo di un grande Paese come il nostro. Lo richiede il ruolo che l’Italia deve avere per nell’importante momento di avvio nella vita delle istituzioni della Unione europea per il prossimo quinquennio. Lo richiedono le incertezze politiche ed economiche a livello internazionale. Non è inutile ricordare che a fronte di queste esigenze sono possibili soltanto governi  che ottengano la fiducia del Parlamento in base a valutazioni e accordi politici dei gruppi parlamentari su un programma per governare il Paese. In mancanza di queste condizioni la strada da percorrere è quella di nuove elezioni.  Si tratta di una decisione da non assumere alla leggera, dopo poco più di un anno di vita delle legislatura, mentre la Costituzione prevede che gli elettori vengano chiamati al voto per eleggere il Parlamento ogni cinque anni. Il ricorso agli elettori è tuttavia necessario qualora il Parlamento non sia in condizione di esprimere una maggioranza di governo. Nel corso delle consultazioni appena concluse mi è stato comunicato da parte di alcuni partiti politici che sono state avviate iniziative per un’intesa in Parlamento per un nuovo governo e mi è stata avanzata la richiesta di avere il tempo per sviluppare questo confronto. Anche da parte di altre forze politiche è stata espressa la possibilità di ulteriori verifiche. Il Presidente della Repubblica ha il dovere, ineludibile, di non precludere l’espressione di volontà maggioritaria del Parlamento, così come  avvenuto del resto anche un anno addietro per la nascita del governo che si è appena dimesso. A contempo ho il dovere, per le ragioni che prima ho esposto, di richiedere nell’interesse del Paese decisioni sollecite. Svolgerò quindi nuove consultazioni che inizieranno nella giornata di martedì prossimo per trarre le conclusioni e per assumere le decisioni necessarie. Grazie.”

 

IL Sole 24 Ore

-“Nuovo Governo, quattro giorni per l’intesa Pd-M5S”

La scelta di Mattarella

Nuove consultazioni da martedì. Il quirinale vuole un nome o si ritorna al voto

Piano Di Maio in 10 punti sul taglio dei parlamentari

Trattative con Zingaretti

Giovannini, Bray, Carbone, Cartabia e Severino tra i candidati premier

Altri cinque giorni, circa, per le trattative di Pd e M5S. Martedì bisognerà comunicare le decisioni prese al Presidente della Repubblica. I due gruppi sono già al lavoro sui nomi da proporre per la maggioranza del nuovo governo che dovrebbe nascere. Tra i nomi che stanno circolando per la carica di premier c’è anche quello di Massimo Bray, ex Ministro della Cultura (Governo Letta).

 

La Gazzetta dello Sport

-“Juve, cassa per Icardi”

Mercato. Il piano per non scambiare Dybala

Il bomber ignora l’ultimatum del Napoli

E i bianconeri preparano il tesoretto per l’assalto finale.

In vendita Mandzukic, Rugani, Matuidi, Can e Bentancur

La Juventus vuole Mauro Icardi ma non vuole cedere Paulo Dybala all’Inter, che invece avrebbe voluto lo scambio. Quindi, per portare a Torino Icardi la Vecchia Signora sta cercando di trovare il denaro necessario, ricavandolo dalla vendita di cinque giocatori: Can, Bentancur, Matuidi, Rugani e Mandzukic. Mauro Icardi ha ignorato l’ultimatum che gli aveva dato De Laurentis.

-“Toro credici ancora

Playoff Europa League. L’andata coi Wolves finisce 2-3

Qualificazione in Europa League forse compromessa per il Torino, che ha ceduto il passo al Wolves perdendo per 2 gol a 3 il match di playoff. La partita di ritorno vede la qualificazione difficile ma non impossibile. Ma il Torino è chiamato a non commettere più errori.

 

La Repubblica

-“Promessi posi”

La trattativa 5S-Pd

Ipotesi di un governo giallo-rosso

Mattarella: 4 giorni per l’intesa

Salvini rilancia: “Di Maio premier”

Al lavoro sul programma comune. Lo scoglio del taglio dei parlamentari

Il Quirinale preoccupato: si rischia di restare fuori dalle nomine Ue

Salvini continua a lanciare segnali di pace nei confronti del Movimento, e propone l’ex collega Luigi Di Maio come premier.

Si sono conclusi ieri i due giorni di consultazioni che hanno visto impegnati Sergio Mattarella e le varie delegazioni politiche al Quirinale. Il Presidente della Repubblica ha concesso altri cinque giorni di riflessione ai partiti. Martedì 27 agosto si apriranno le nuove consultazioni durante le quali Mattarella comunicherà le decisioni prese e se l’Italia dovrà andare a nuove elezioni. Servono decisioni rapide e di valore per trovare il bandolo della matassa. Sarebbe importante evitare le elezioni immediate per poter esprimere anche delle nomine italiane in sede di Parlamento europeo. Intanto, a trattative avviate tra Pd e M5S, Matteo Salvini ha cercato di ricucire lo strappo con i grillini e ha proposto una nuova alleanza che vedrebbe Luigi Di Maio premier.

 

La Stampa

-“Pd e 5Stelle, una via stretta per il governo”

Oggi i primi contatti ufficiali tra i capigruppo che inizieranno a parlare del programma. Totopremier, in testa l’ex ministro Govannini

Prudenza di Mattarella, che concede una breve proroga: fra 5 giorni nuove consultazioni lampo al Quirinale, poi la decisione

Trattativa: sì dei grillini, dubbi di Casaleggio. Zingaretti: una base su cui discutere. Salvini: possiamo riprovarci, Di Maio premier

Enrico Giovannini, ex Ministro del Lavoro (Governo Letta) ed ex Presidente dell’Istat, potrebbe essere l’alternativa del Movimento 5 Stelle a Giuseppe Conte. Bisogna trovare un nome nuovo per siglare l’accordo col PD, perché Nicola Zingaretti ha dettato la linea della discontinuità politica (anche se qualcuno dei precedenti ministri potrebbe essere confermato).

Maria Mento

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