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La storia di Glory, morta dopo aver rinunciato alla chemio per dare alla luce la sua bimba

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La storia di glory

Ha fatto commuovere tutti la storia di Glory, il cui sogno era quello di poter stringere almeno una volta tra le braccia la sua piccola. Non le importava del cancro aggressivo che la stava divorando, proprio nel punto in cui la piccola Greta cresceva. Purtroppo però l’amore per sua figlia non è bastato a tenerla in vita.

La storia di Glory, giunta in Italia dalla Nigeria

Glory era arrivata nel 2011 dalla Nigeria, racconta il Corriere, per cercare una vita migliore. Si era innamorata di Samuele e stava vivendo la sua favola. Poi ha scoperto in concomitanza della gravidanza di essere malata. Le opzioni per lei erano due: rinunciare alla cura o al feto. E da madre amorevole ha scelto di portare avanti la gravidanza, optando per una terapia molto più blanda

Anche il marito e i medici avevano capito la sua decisione pur avendole spiegato che la terapia scelta non avrebbe sortito l’effetto necessario alla guarigione.

La donna diceva: “Ho fede, io sto male ma la bambina è sana, non voglio abortire per sostenere cure più impegnative”. Greta è nata a maggio e tre mesi dopo Glory è morta.

Il racconto  del marito

Il marito Samuele Nascimben ha raccontato: “Era una mamma splendida, solare, parlava del futuro, era piena di entusiasmo. Cantava sempre alla nostra bambina. A tutti diceva che stava bene, per non preoccupare i familiari lontani, la malattia era una cosa di cui voleva occuparsi solo lei. Ne avevamo parlato, le dicevo sei matta. Per lei l’unica cosa importante era proteggere Greta. Ora qui a casa c’è un grande vuoto ma la nostra bambina è un miracolo. Quando sarà più grande le parlerò della sua mamma straordinaria che ha dato tutto per lei”.

La terapia dopo il parto non è stata sufficiente

Glory ha smosso il cuore di tutto il reparto di Oncologia dell’ospedale Ca’ Foncello che l’ha seguita SIM dal primo trattamento mono-chemioterapico. La terapia blanda era durata fino a maggio, quando è nata Greta.

Subito dopo il parto avevano sottoposto Glory alla chemio più acuta, ma ormai le cellule metastatiche avevano invaso tutto il suo corpo. Ci ha provato a combattere Glory ma ha vinto il male. Sarà sempre ricordata per il suo amore materno nei confronti della piccola Greta.

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